Robin Van Helsum, alias Ray “ragazzo della foresta”, se la cava: caso archiviato

di Redazione Blitz
Pubblicato il 28 settembre 2013 0:33 | Ultimo aggiornamento: 28 settembre 2013 0:33
Robin Van Helsum, alias Ray "ragazzo della foresta", se la cava: caso archiviato

Robin Van Helsum, alias Ray “ragazzo della foresta”, se la cava: caso archiviato (foto Lapresse)

BERLINO – Robin Van Helsum, il “ragazzo della foresta“, se l’è cavata: si era inventato di aver vissuto per 5 anni nella foresta col padre. Padre che in realtà era morto. E lui continuava a prendere i sussidi statali destinati al padre (che aveva a carico un minorenne). Poi era stato scoperto. Ma la sua vicenda è finita con un’archiviazione.

Il ragazzo, 21 anni, si faceva chiamare Ray ed era comparso dal nulla a Berlino nel 2011: aveva raccontato alle autorità di aver vissuto cinque anni nella foresta con il padre, morto da poco. La corte di Berlino ha archiviato senza condanne il processo per truffa ai danni dello Stato contro Robin (questo il vero nome del giovane), che per nove mesi, grazie a quella storia completamente inventata, aveva vissuto a spese dello stato sociale tedesco, spacciandosi inoltre per minorenne.

Il giovane, ha reso noto alla stampa il portavoce della corte, Tobias Kaehne, dovrà ora però rispettare la consegna di 150 ore da assolvere nei servizi sociali, e frequentare colloqui regolari con gli esperti nominati dal tribunale.

Nonostante la vicenda fosse risultata da subito inverosimile e diversi particolari rendessero il racconto di Robin molto difficile da credere, la stampa aveva dato grande risalto alla storia del ‘ragazzo della foresta’. Solo quando la polizia aveva deciso di diffondere le foto del giovane una sua ex lo aveva riconosciuto in Olanda, patria di Robin.

Oggi il 21enne, cresciuto in una famiglia difficile, secondo la corte ha ristabilito rapporti sociali normali. Robin ha confessato nel giugno del 2012 di essersi inventato quella storia incredibile perché si trovava senza dimora e aveva bisogno di aiuto.

Anche per questo la corte è stata clemente: lo Stato tedesco avrebbe speso per la sua assistenza di adulto senza casa più o meno la stessa cifra che ha sostenuto per la sua assistenza da minore, poco meno di 30mila euro.