Romania: Alexandra Macesanu rapita, violentata e uccisa a 15 anni. Aveva chiamato 3 volte la polizia

di Maria Elena Perrero
Pubblicato il 7 Agosto 2019 9:04 | Ultimo aggiornamento: 7 Agosto 2019 9:09
Alexandra Macesanu

Alexandra Macesanu, rapita, violentata e uccisa a 15 anni

MILANO – “Per favore, non riattaccate, ho davvero paura. Sta tornando”: le ultime parole di Alexandra Macesanu, ragazza romena di 15 anni, sono registrate in una telefonata al numero di emergenza 112. La sua terza telefonata per chiedere aiuto. Un aiuto mai arrivato.  

Mercoledì 24 luglio Alexandra aveva fatto l’autostop per tornare a casa, ma l’uomo che l’aveva accolta in auto l’ha rapita, stuprata e alla fine uccisa. Proprio come aveva fatto già con un’altra ragazza, Luiza Melencu, 18 anni, scomparsa lo scorso aprile. 

Alexandra aveva spiegato alla polizia di essere stata portata a Caracal, a circa 145 chilometri ad est della capitale Bucarest, nella Romania meridionale. Ma gli agenti le hanno risposto dicendo di aver bisogno dell’indirizzo. Non hanno fatto nulla. Per 19 ore. 

Quando sono arrivati a casa di Georghe Dinca, meccanico di 65 anni, per Alexandra era ormai troppo tardi. Gli agenti hanno trovato i resti delle due ragazze. Per identificare le due giovani vittime è stato necessario l’esame del Dna: l’uomo, dopo aver abusato di loro, ne aveva bruciato i corpi. 

Adesso è stato arrestato con l’accusa di traffico di minori, stupro e omicidio. Ma la vicenda non si ferma qui. Da giorni ci sono manifestazioni di piazza in Romania per chiedere che casi come quelli di Alexandra e Luiza non capitino più. Si domanda maggiore sicurezza, una polizia meno corrotta e le dimissioni dei responsabili. E molte teste sono già cadute. 

Il 30 luglio si è dimesso il ministro dell’Interno, Nicolae Moga. Tre giorni dopo la premier Viorila Dancica ha licenziato la ministra dell’Istruzione, Ecaterina Andronescu, che aveva detto in tv: “Mi hanno insegnato a non salire in macchina di persone che non conosco”. Il capo della Polizia romena, Ioan Buda, e altri due dirigenti locali delle forze dell’ordine sono stati silurati. Ma è lo stesso governo ad essere in bilico. Anche il presidente della Repubblica, Klaus Iohannis, si è scagliato contro l’esecutivo, definito “autore morale del delitto”. Se quella telefonata fosse stata ascoltata Alexandra adesso probabilmente sarebbe ancora viva. (Fonti: Bbc, Associated Press, Romania Insider)