Incendio in Russia: tanti morti ed enormi ondate di fumo

Pubblicato il 6 agosto 2010 12:08 | Ultimo aggiornamento: 9 agosto 2010 11:04

La Russia continua ad essere alle prese con un’ondata di caldo eccezionale responsabile di incendi. Il bilancio è di almeno 50 morti e 200 mila ettari andati in fumo. Il presidente Dmitry Medvedev, che ha interrotto le sue vacanze ed è rientrato precipitosamente a Mosca per gestire l’emergenza, ha ordinato di rafforzare la sicurezza degli impianti nucleari, delle basi militari e delle installazioni strategiche nella parte europea del Paese, la più devastata dalle fiamme.

Il capo del Cremlino ha già licenziato alcuni alti ufficiali dell’esercito per l’incendio che la scorsa settimana ha ridotto in cenere alcune installazioni di una base aerea situata a Kolomna, alle porte di Mosca. Il governo, inoltre, ha fatto sapere che l’incendio che era scoppiato nei pressi della centrale nucleare di Sarov (da dove erano stati potati via materiali esplosivi) è stato “stabilizzato”.

Allarme anche a Mosca, avvolta dal fumo. I più noti monumenti della città, dal Cremlino alle chiese ortodosse, sono invisibili a pochi metri di distanza, celati da una coltre di “nebbia tossica”. «Il fumo ha coperto l’intera città e la situazione sta peggiorando», ha spiegato Alexei Popikov del servizio di monitoraggio delle polveri sottili di Mosca. La concentrazione di particelle tossiche nell’aria questa settimana è stato, in alcune zone, venti volte più alta della norma.

Anche a coloro che sono in buone condizioni di salute è stato consigliato di rimanere a casa. Problemi anche per il traffico aereo verso uno dei principali aeroporti della capitale russa, Domodedovo, nel sud della città. A causa del fumo, aerei in fase di atterraggio sono stati deviati verso altri scali.

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