Russia, ripicca contro Turchia: 50 imprenditori fermati

di Anna Boldini
Pubblicato il 26 Novembre 2015 15:22 | Ultimo aggiornamento: 26 Novembre 2015 15:55
Russia, ripicca contro Turchia: 50 imprenditori fermati

Un selfie scattato da uno dei 50 manager turchi fermati in Russia

ROMA – Ripicca russa contro la Turchia dopo l’abbattimento del jet. Un gruppo di circa 50 imprenditori turchi è stato fermato dalle autorità russe a Krasnodar, nella Russia meridionale, con l’accusa di aver mentito sul motivo del loro ingresso nel Paese. Il gruppo di businessmen si trovava nel Paese per partecipare ad una fiera dell’agricoltura, e quindi per affari, ma aveva richiesto il visto per motivi turistici. 

Secondo quanto raccontato da uno degli imprenditori, la comitiva sarebbe stata fermata mercoledì per poi comparire giovedì mattina davanti a un giudice, che li ha condannati a dieci giorni di detenzione e ad una multa di 4mila rubli (poco meno di 60 euro).

La tensione tra Russia e Turchia, prima alleati, è forte dopo che due giorni fa un jet di Mosca è stato abbattuto da caccia di Ankara alla frontiera con la Siria. La Turchia sostiene che abbia sconfinato, Mosca nega e accusa Ankara di sostenere l’Isis.

Motivo del contendere sarebbe la posizione del Cremlino a sostegno di Bashar al Assad: i caccia russi sono impegnati da tempo non solo contro i terroristi del cosiddetto Stato Islamico, ma anche a sostegno delle forze governative di Damasco e contro i ribelli che li combattono. La Turchia, invece, combatte i curdi, principali nemici di Daesh sul terreno, e ha visto transitare sul proprio territorio diversi dei cosiddetti “foreign fighters” che hanno poi raggiunto l’Isis in Siria.

Il ministero degli esteri russo ha raccomandato ai propri connazionali di non visitare la Turchia e a quelli che si trovano attualmente in quel Paese di rimpatriare a causa della minaccia terroristica. Il ministero dello Sviluppo economico, Alexiei Ulikaiev, ha invece fatto sapere che Mosca sta considerando di sospendere i voli da e per la Turchia, precisando che un eventuale ‘stop’ interesserebbe sia i voli di linea che quelli charter e che “il ministero dei Trasporti preparerà le relative proposte”.