Saint Denis, mistero Abaaoud. Stampa Usa: è morto

di redazione Blitz
Pubblicato il 18 Novembre 2015 19:59 | Ultimo aggiornamento: 18 Novembre 2015 20:07
Saint Denis, mistero Abaaoud. Stampa Usa: è morto

(Foto Lapresse)

PARIGI – Abdelhamid Abaaoud e Abdeslam Salah non sono tra gli otto fermati nel raid a Saint Denis, dicono le fonti ufficiali francesi. “Abaaoud è stato ucciso nel blitz di mercoledì mattina”, scrive la stampa americana. Che Abaaoud e Salah non siano tra le sette persone fermate è stata la Procura di Parigi a dirlo, al termine di un’altra giornata di spari, esplosioni e terrore. 

Tutto era iniziato intorno alle 4 di mattina, quando nel quartiere periferico di Saint Denis, a poche centinaia di metri dallo Stade de France preso di mira dai terroristi venerdì 13 novembre, gli agenti speciali francesi hanno fatto irruzione nel covo degli jihadisti in rue de Courbillon. Qui gli agenti non hanno trovato Abaaoud, ma la cugina, che quando ha visto che non aveva scampo si è fatta esplodere.

E’ lei, Hasna Aitboulahcen, giovane marocchina di 26 anni, una delle tre vittime del blitz di Saint Denis. Gli altri due sono sconosciuti. Almeno secondo Parigi, che ancora non ha detto chi siano. Per tutta la giornata si era parlato di due sole vittime, ma in serata, proprio quando i media anglosassoni davano la notizia della morte di Abaaoud, è venuto fuori che i cadaveri di Saint Denis erano tre.

Mistero su chi siano. Le fonti ufficiali francesi non si sbottonano. Sin dall’inizio, intorno alle 12, quando il blitz si era concluso, le uniche parole che erano uscite dalle bocche degli investigatori erano state: “Operazione conclusa” e “tutti i terroristi neutralizzati”.

Come martedì sera, quando il ministro dell’Interno tedesco, Thomas de Maizière, ha annunciato che la partita Germania-Olanda non si sarebbe tenuta. Nessuna spiegazione “per ragioni di sicurezza”. Così anche mercoledì il silenzio stampa diventa quasi routine. Come routine rischiano di diventare gli spari, le esplosioni e le nubi di fumo per gli abitanti di Parigi, paralizzati dalla tensione.

Trapela che proprio grazie ad Hasna Aitboulahcen gli agenti segreti francesi sono arrivati al covo dei terroristi. La giovane era intercettata, forse l’aveva capito, visto che si era preparata per farsi esplodere. Lei ha negato di conoscere il cugino, ricercatissimo e considerato la mente degli attentati di Parigi. Ma forse quel cugino è morto.