Salute: l’Ue mette al bando i biberon col bisfenolo

Pubblicato il 26 Novembre 2010 1:01 | Ultimo aggiornamento: 26 Novembre 2010 1:01

L’Europa mette al bando i biberon realizzati con bisfenolo A, una sostanza considerata nociva per l’organismo umano e lo sviluppo cerebrale dei bambini. La decisione è stata presa dai rappresentanti dei 27 paesi Ue che, a maggioranza qualificata, dopo un lungo negoziato, hanno vietato l’uso della sostanza a partire dalla prossima primavera. ”Gli esperti Ue riuniti nel Comitato per la catena alimentare e la salute animale, sono arrivati ad un accordo su una proposta di direttiva della Commissione europea che proibisce il bisfenolo A nei biberon”, ha reso noto in serata lo stesso esecutivo Ue.

La produzione di questo tipo di bottigliette sarà vietata a partire dal primo marzo 2011, mentre la loro commercializzazione e importazione a partire dal primo giugno. ”E’ una buona notizia per i consumatori e per i genitori europei”, ha commentato il commissario Ue alla salute John Dalli. L’accordo al tavolo dei 27, ricorda Bruxelles, è stato raggiunto dopo mesi e mesi di discussioni che hanno coinvolto i servizi della Commissione, l’Efsa, i rappresentanti degli Stati membri e quelli dell’industria.

Sospettato di essere dannoso per la salute fin dagli anni Trenta, il bisfenolo, accusato di alterare il corretto sviluppo cerebrale dei bambini, ma anche di causare malattie dello sviluppo sessuale e sterilità nei maschi, anche in Europa era già finito da tempo sul banco degli imputati. Danimarca prima e Francia poi avevano fatto da apripista, vietando l’uso della contestata molecola sul loro territorio. Ma a dire no al bisfenolo nei biberon e nei prodotti di plastica per l’alimentazione ci avevano già pensato anche altri paesi nel resto del mondo, dal Canada all’Australia fino a diversi Stati Usa.

Nell’Ue, prima della decisione, l’Efsa, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare, aveva ritenuto di non portare nessuna revisione del limite di assunzione del bisfenolo A (BpA) di 0,05 milligrammi per chilogrammo di peso corporeo. Di avviso contrario, invece, le associazioni dei consumatori che avevano sollecitato l’Ue di unirsi alle decisioni già prese in Danimarca e in Francia dove il parlamento si è espresso all’unanimità.

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