Scritta Auschwitz, emesso mandato di cattura contro la “mente” svedese

Pubblicato il 2 Febbraio 2010 19:54 | Ultimo aggiornamento: 2 Febbraio 2010 20:54

Il tribunale di Cracovia ha emesso un mandato di cattura europeo nei confronti del cittadino svedese Anders Hoegstroem, sospettato di aver organizzato il furto della scritta “Arbeit macht frei” (il lavoro rende liberi) il 18 dicembre scorso dal Museo dell’ex campo di sterminio nazista di Auschwitz, nel sud della Polonia. L’insegna è stata ritrovata nel nord del Paese tre giorni dopo il furto.

A Hoegstroem, 34 anni, residente a Karlskrona, ex militante di una organizzazione neonazista, gli inquirenti polacchi erano arrivati su segnalazione dei complici polacchi che avevano eseguito il furto su sua commissione. Resosi conto del clamore suscitato in tutto il mondo dal furto e che la polizia polacca aveva esteso la ricerca della scritta a tutto il territorio nazionale, Hoegstroem si era di sua iniziativa messo in contatto con la polizia indicando i nomi dei complici polacchi, che già erano agli arresti. Ma la polizia non aveva avuto bisogno delle sue informazioni dato che erano giunte dopo il ritrovamento.

Successivamente la procura di Cracovia aveva spiccato un mandato di arresto nei confronti del cittadino svedese chiedendo anche di poterlo interrogare in Polonia. Il mandato è stato autorizzato dal tribunale. Grazie alla collaborazione con la polizia svedese, sono stati precisati i dati di Hoegstroem ed è stato così possibile il rilascio del mandato di cattura europeo.