Seconda guerra mondiale, per 74 anni si prende cura della tomba di un soldato americano mai conosciuto

di Caterina Galloni
Pubblicato il 29 maggio 2019 6:00 | Ultimo aggiornamento: 28 maggio 2019 22:11
Seconda guerra mondiale, per 74 anni si prende cura della tomba di un soldato americano mai conosciuto

Seconda guerra mondiale, per 74 anni si prende cura della tomba di un soldato americano mai conosciuto (Foto archivio Ansa)

ROMA – L’89enne Mia Verkennis per più di 74 anni si è presa cura della tomba di un soldato americano morto nella seconda guerra mondiale e sepolto nel Netherlands American Cemetery di Margraten, Olanda. Non sapeva nulla del militare tranne ciò che c’era scritto sulla croce di marmo bianco: “Joseph Geraci, soldato scelto, 26 Regg. 1 Fant. New York, 17 Nov. 1944”.  

Verkennis non sapeva che Geraci viveva a Rochester, New York, che quando morì aveva 21 anni e un lavoro alla Bausch & Lomb che avrebbe ripreso una volta tornato a casa.  Non sapeva che era l’unico figlio di genitori italiani immigrati, che aveva tre sorelle, e che quando iniziò a prendersi cura della tomba nessuno di loro sapeva che era deceduto, uno dei circa 17.800 soldati americani scomparsi nella seconda guerra mondiale  sepolti nel Netherlands American Cemetery di Margraten.

Dal 1945, una volta all’anno, Verkennis ha visitato la tomba di Geraci per deporre dei fiori, pregare e riflettere sul suo sacrificio.  E’ una delle migliaia di olandesi che hanno “adottato” le tombe di soldati americani caduti in guerra anche se il cimitero è mantenuto dall’American Battle Monuments Commission.

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Fino all’anno scorso Verkennis non sapeva nulla di Geraci, poi con l’aiuto di un’amica ha rintracciato le nipoti del soldato e le ha contattate. Donna Hooker, 72 anni, la cui madre era la sorella di Geraci, come  Verkennis non ha mai conosciuto lo zio, di lui sapeva ben poco, solo che era morto in guerra. 

“Nessuno parlava di zio Joe. Mai. Non sapevamo il perché, forse perché la sua morte era stato uno shock”. 
Geraci si era arruolato nell’esercito nel gennaio 1943 e nel settembre 1944 fu mandato in missione oltreoceano. A novembre aveva marciato nella foresta di Hurtgen, verso il confine tedesco-belga. Ed era lì, tra gli imponenti abeti, che si nascondevano le trappole dei nazisti, gli aghi di pino ricoprivano le mine che esplodevano all’altezza della vita.   

La missione della divisione di Geraci era quella di inchiodare i nazisti nei boschi per impedire di rinforzare la prima linea più a nord. Ma fu una cattiva idea: la battaglia, durata tre mesi, è stata descritta come “una disfatta totale”, nella foresta persero la vita o rimasero feriti tra i 33.000 e 55.000 soldati americani. Geraci era tra questi. 

Gli Stati Uniti avevano bisogno di un posto per seppellire i soldati e i 1.500 abitanti di Margraten, liberi dall’occupazione nazista grazie agli americani, accolsero i caduti per dovere e gratitudine. A scavare le fosse furono proprio gli abitanti del villaggio.  Furono sepolti in tutto 17.740 soldati americani. Su richiesta delle famiglie molti furono successivamente dissotterati e rimpatriati e oggi nel cimitero ci sono circa 8.300 tombe. 

La famiglia di Geraci non ha mai chiesto la restituzione dei resti, non erano certi si trattasse davvero di Joe e avevano buoni motivi. Nel dicembre 1944 avevano ricevuto un telegramma in cui veniva comunicato che il soldato era “leggermente ferito”; nell’aprile 1944 risultava “disperso” e a luglio il Dipartimento di Guerra informava che non aveva informazioni su Geraci che in tutto questo tempo non aveva mai dato notizie.

Nell’ottobre del 1945, i Geraci appresero che era morto e nel 1946 che era stato sepolto a Margraten il 31 agosto. Era stato identificato attraverso due piastrine al collo, un orologio da polso,  occhiali da sole Polaroid e una penna stilografica.

Da allora Verkennis, che all’epoca aveva 15 anni, si prese cura della tomba di Geraci e del sergente Jim Garvey. E ha continuato negli anni, anche dopo che si è sposata, ha avuto tre figli, è diventata nonna e poi bisnonna. Ora vive in una residenza assistita ma afferma che ogni Memorial Day, nonostante l’età avanzata, va a rendere omaggio a Geraci. (Fonte: TopBuzz)