Si impicca durante videochiamata su FaceTime col ragazzo: studentessa cinese muore 4 giorni dopo

di Caterina Galloni
Pubblicato il 28 Marzo 2021 7:00 | Ultimo aggiornamento: 24 Marzo 2021 17:13
Si impicca durante videochiamata su FaceTime col ragazzo

Si impicca durante videochiamata su FaceTime col ragazzo: studentessa cinese muore 4 giorni dopo (foto ANSA)

Lancia l’allarme dopo aver visto durante una videochiamata su FaceTime la fidanzata 18enne mentre si impicca. Joy Chan, era sola mentre parlava online con Jeremy Mak – che vive a Hong Kong – nella stanza della Haberdashers’ School for Girls a Monmouth, nel Galles.

Durante la videochiamata FaceTime, Mak ha visto Joy che tentava il suicidio e ha immediatamente chiamato la scuola per avvisare quanto stava accadendo.

Lo staff è accorso nella stanza, hanno trovato Joy svenuta ed è stata ricoverata d’urgenza al Nevill Hall Hospital di Abergavenny ma la giovane è deceduta quattro giorni dopo.

Si impicca durante una videochiamata, aveva problemi di alcolismo

Dall’indagine è emerso che Joy aveva problemi con il fidanzato ed era stata sospesa dalla scuola dopo essere stata sorpresa a comprare alcolici per alcuni studenti cinesi minorenni.

Emma Butts, dello staff scolastico ha detto: “Ho chiamato il 999 per una ragazza che beveva troppo alcol. Joy è stata sospesa: le è stato spiegato che ciò che aveva fatto era illegale e aveva delle conseguenze. Era triste ma sembrava avesse preso la punizione in modo consapevole”.

L’agente di polizia Rebecca Hamilton durante l’udienza, in una dichiarazione scritta ha spiegato: “Dopo aver visto su FaceTime Joy che cercava di impiccarsi, il suo ragazzo era disperato”.

Una compagna di scuola di Joy, Maria Toma, che ha una stanza di fronte a quella della 18enne, nel corso dell’udienza, in una dichiarazione scritta, ha detto: “Ogni volta che la incontravo sorrideva, aveva una personalità frizzante. Ma in alcune occasioni ho sentito Joy piangere nella sua stanza, litigava in cinese e prendeva a calci gli oggetti. Fumava, beveva ed era considerata un cattivo esempio, non piaceva alle altre ragazze cinesi della scuola”.

Prima del suicidio, altri gesti di autolesionismo

Joy, il cui nome cinese era Hei Tung Chan, era considerata una “allieva preoccupante” con un record di gesti di autolesionismo. A scuola aveva usato un coltello per fare dei tagli sulle gambe e aperto le forbici puntandole alla gola.

Prima di morire aveva compilato un questionario sulla sua salute psichica: aveva scritto che era sopraffatta dai problemi e “quasi sempre infelice”.