Sopravvive al coronavirus e apre attività per malati di cancro: “Gli consegno pacco con prodotti mirati”

di Caterina Galloni
Pubblicato il 10 Aprile 2020 7:22 | Ultimo aggiornamento: 9 Aprile 2020 17:40
Sopravvive al coronavirus e apre attività per malati di cancro: "Gli consegno pacco con prodotti mirati"

Sopravvive al coronavirus e apre attività per malati di cancro: “Gli consegno pacco con prodotti mirati” (foto ANSA)

LONDRA – Shara Cohen, 56enne di Londra sopravvissuta al cancro, racconta la sua dolorosa esperienza dopo il contagio al coronavirus, i terribili sintomi che ha provato quando, tre settimane fa, si è ammalata di Covid-19.

Ma è stato proprio nel corso dell’isolamento che ha avuto l’idea di trasformare la sua attività di lavoro. La 56enne realizza e consegna pacchi per l’assistenza ai malati di cancro ma la sua azienda Cancer Care Parcel è stata cambiata in Coronavirus Care Parcel: prodotti mirati a dare sollievo ai sintomi ma sottolinea che non sta approfittando dell’epidemia per aumentare i guadagni.

Il pacco standard include, tra gli altri prodotti, una borsa dell’acqua calda, mascherina per dormire, termometro, lavaggio antibatterico e sapone, un ventilatore a mano.

Attualmente il costo è di £ 44 sterline a box ma Cohen sostiene che, insieme ad altre aziende, sta cercando di abbassarlo a £ 10 e esorta le persone a donare dei prodotti così da ridurre i costi.

Parlando della sua esperienza da positiva al virus ha detto che “era come se avessi  degli aghi conficcati negli occhi”, respirava a fatica e aveva la sensazione che le stesse venendo un infarto, ha ricordato Cohen parlando dei terribili sintomi.

Cohen, a cui è stato diagnosticato un cancro al seno nel 2013, ha ricordato: “La sera prima che i sintomi diventassero forti pensavo di essere positiva, mi sono svegliata nel cuore della notte e respiravo a malapena. Pensavo di avere un infarto”.

“La mattina successiva stavo meglio e sono andata al lavoro. Mentre parlavo al telefono con mia figlia Honi, in Corea, ero stordita, non riuscivo a concentrarmi su ciò che dicevo”.

“Tornata a casa, avevo le vertigini. Ho chiamato mio marito, gli ho detto che pensavo di aver contratto il virus e che dovevamo metterci in quarantena per 14 giorni”.

In vista dell’isolamento, aveva chiesto al marito di fermarsi a comprare un po’ di cibo ma Leon Pein, 57 anni, era tornato a mani vuote: negli scaffali del supermercato non c’era più niente , le persone prese dal panico avevano accaparrato gli alimenti, i prodotti sanitari.

E questo è un altro motivo per cui ha deciso di realizzare i  Coronavirus Care Parcel. “Era finito tutto, siamo rimasti bloccati in casa per 14 giorni con mia figlia Naomi di 17 anni e avevamo ben poco da mangiare”. (Fonte: Mirror)