Sopravvivere a un attacco terroristico: la guida

di redazione Blitz
Pubblicato il 19 Novembre 2015 13:02 | Ultimo aggiornamento: 19 Novembre 2015 13:02
Sopravvivere a un attacco terroristico: la guida

La fuga dal Bataclan

ROMA – Dopo gli attentati a Parigi non mancano in rete delle guide di sopravvivenza in caso di attacco terroristico. Ecco qualche accortezza che può dare qualche chance in più di sopravvivenza.

Non fingersi morti. In caso di spari improvvisi è meglio correre verso una possibile uscita: così molti al Bataclan si sono salvati. Più rischioso fingersi morti, rimanendo in sostanza esposti al pericolo di prendere pallottole. Ovviamente meglio lasciarsi dietro borse o oggetti ingombranti che possono ostacolare la fuga.

Ripararsi dietro barriere consistenti. Se le vie di fuga mancano, meglio nascondersi dietro un muro o un oggetto in grado di reggere l’urto di uno sparo. Legno e metallo non riescono a fermare l’urto di un proiettile.

Il telefono in silenzioso. Molti al Bataclan si sono nascosti nei bagni. Inutile dire che qualsiasi rumore può richiamare l’attenzione dei terroristi. Il teleofno in modalità silenzioso permette di chiamare i soccorsi.

Pensare che possa essere un attentato. O comunque mettere in conto che possa succedere. Può essere ansiogeno, certo: ma se andate in un locale o al cinema date un’occhiata a dove sono collocate le uscite di sicurezza in modo da avere chiaro dove fuggire in caso di attacco.

Reagire prontamente. Secondo alcuni esperimenti solo il 15 per cento delle persone risponde al pericolo in un modo che aumenta le proprie possibilità di sopravvivere. La maggior parte non reagisce o pensa che non si tratti di un attentato. Al Bataclan, ad esempio, molti sopravvissuti hanno riferito di aver pensato, al sentire i primi spari, che potesse trattarsi di fuochi d’artificio.

Aiutare gli altri. Uno psicologo intervistato da BBC, Chris Cocking, dice che aiutare gli altri presenti può aumentare le probabilità di sopravvivenza. E’ provato, comunque, che le persone tendono ad aiutare i propri simili anche nelle situazioni più drammatiche.

Una volta fuggiti. Scappare il più lontano possibile, evitare mezzi pubblici e luoghi affollati e mettersi in contatto con le forze dell’ordine.