Spagna, branco violenta diciottenne alla festa di San Firmino: per i giudici non è stupro

di redazione Blitz
Pubblicato il 26 aprile 2018 19:21 | Ultimo aggiornamento: 27 aprile 2018 9:41
Spagna, violentarono diciottenne durante la festa di San Firmino: condanna solo abusi. Proteste

Spagna, violentarono diciottenne durante la festa di San Firmino: condanna solo abusi. Proteste

MADRID  –  Durante la celebre festa di San Firmino a Pamplona nel 2016 stuprarono una ragazza. Oggi sono stati condannati per abusi ma non per violenza sessuale. Ed esplode la protesta.

In molti, in Spagna, hanno contestato la sentenza con la quale il tribunale della Navarra ha condannato a nove anni di carcere i cinque giovani sivigliani accusati di aver stuprato una giovane madrilena durante la festa di San Fermin. La vicenda all’epoca aveva scioccato tutto il Paese, ed oggi la sentenza è stata letta in diretta tv.

Tutte le notizie di Blitzquotidiano in questa App per Android. Scaricatela qui

Tutte le notizie di Ladyblitz in questa App per Android. Scaricatela qui

I cinque giovani, in carcere da 22 mesi, si sono difesi sostenendo che la giovane era consenziente. E sono stati assolti dall’accusa di aggressione sessuale.

La sentenza ha scatenato la rabbia nel Paese. Le condanne a nove anni invece dei 20 chiesti dall’accusa sono state accolte dalle proteste delle decine di militanti femministe che si era riunite davanti alla sede del tribunale al grido di “Non è abuso, è stupro” e “Vergogna!”. “Se non lotti contro cinque bruti non ti stanno violentando: vergogna e schifo” ha protestato su twitter il leder di Podemos, Pablo Iglesias.

Da due anni la Spagna segue molto da vicino gli sviluppi della vicenda e le posizioni contrapposte di accusa e difesa. Secondo la ricostruzione dei fatti il gruppo di giovani verso mezzanotte, nel pieno delle celebrazioni della festa di San Fermin, avvicinarono la giovane madrilena di 18 anni, l’accompagnarono per alcune centinaia di metri fino all’androne di una casa e qui ebbero rapporti sessuali con lei.

La giovane venne stata trovata sconvolta e piangente in strada da alcuni passanti, che l’accompagnarono in un commissariato. Qui lei denunciò lo “stupro” spiegando di non avere potuto reagire perché ‘paralizzata’ da quanto stava accadendo.

I cinque accusati si sono difesi sostenendo che lei non si era dibattuta, che non c’era stata violenza e che quindi era consenziente. La corte ha dato ragione ai cinque, sostenendo l’assenza di violenza, e ha condannato gli imputati solo per abuso e non per aggressione sessuale, un reato per il quale la procura aveva chiesto condanne a 18-20 anni di carcere.