Strage in Francia, “il vero bersaglio potrebbe essere stato il ciclista”

Pubblicato il 18 settembre 2012 17:47 | Ultimo aggiornamento: 18 settembre 2012 19:27
chevaline

(Foto Lapresse)

PARIGI – Il vero obiettivo degli autori della strage in Alta Savoia, a Chevaline, costata la vita ad una famiglia anglo-irachena potrebbe essere stato il ciclista Sylvain Mollier. E’ l’ultima ipotesi degli inquirenti francesi che indagano sull’omicidio della famiglia Al Hilli.

Mollier, 45 anni, era stato fino ad oggi considerato una “vittima collaterale”, ucciso perché “si trovava al momento sbagliato nel posto sbagliato”.

Viveva con la compagna, aveva due figli nati da una precedente unione e un ultimo bebè. Mollier lavorava in un laboratorio di produzione Cezus, una filiale del gigante francese del nucleare. Quando non lavorava, si dedicava alla famiglia e alla sua grande passione, il ciclismo.

Una vita ”troppo insospettabile” per gli inquirenti? Il procuratore di Annecy, Eric Maillaud, si continua a dire convinto che la risposta al mistero della strage sia da ricercare in Gran Bretagna. Buona parte dei 120 gendarmi francesi sguinzagliati alla ricerca di indizi negli ultimi giorni torneranno nelle prossime ore alle abituali occupazioni.

Ma per il detective inglese Colin Sutton, Maillard ”sembra aver completamente chiuso gli occhi sul fatto che il caso abbia avuto origine in Francia. Fin quando non ci sono prove, guardare soltanto alla Gran Bretagna mi sembra un po’ pericoloso”.

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