Alpi, assiderati nella tempesta di neve: 11 morti in diversi incidenti. Cinque di loro sono italiani

di Redazione Blitz
Pubblicato il 30 aprile 2018 23:09 | Ultimo aggiornamento: 1 maggio 2018 13:50
Marcello Alberti Gabriella Bernardi

Marcello Alberti e Gabriella Bernardi, la coppia di coniugi tra le vittime italiane (foto Ansa)

AOSTA – Tragedia sulle Alpi tra Italia, Francia e Svizzera. Il bilancio tra il 29 e il 30 aprile parla di 14 scialpinisti bloccati a causa delle bufere di neve, con 11 scialpinisti morti, tra cui la guida italiana Marco Castiglioni che aveva 59 anni.  In tutto gli italiani deceduti sono cinque.

La tragedia più rilevante tra i quattro distinti incidenti avvenuti sulle Alpi tra Italia, Francia e Svizzera, è avvenuta su quelle svizzere dove sono morte sei persone, di cui cinque italiani. Oltre a Castiglioni, la guida alpina che guidava la comitiva di alpinisti, sono deceduti Elisabetta Paolucci di 44 anni, Marcello Alberti, di 53 anni e sua moglie Gabriella Bernardi di 52. Deceduta anche una donna bulgara, mentre l’identità della sesta persona non è stata ancora resa nota. Altri 2 escursionisti si trovano in condizioni gravissime, a causa di un forte stato di ipotermia. “Stanno lottando per sopravvivere”, ha fatto sapere la polizia del Canton Vallese.

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Due comitive di 10 e 4 persone di varie nazionalità, tra cui anche italiani, tedeschi e francesi, sono cadute nella trappola di una violenta tempesta in alta quota, scatenatasi e prevista dai bollettini meteo. Si trovavano nella zona della Pigna d’Arolla, a oltre 3.000 metri lungo il percorso della Haute Route, un itinerario scialpinistico molto frequentato in queste settimane che collega Chamonix, ai piedi del Monte Bianco, con Zermatt, sotto il Cervino. Erano attese al rifugio Des Vignettes, ma non ci sono mai arrivate.

L’operazione di salvataggio è partita dopo un allarme lanciato verso le 6.30 del 30 aprile. Quattro delle cinque vittime sono decedute dopo l’arrivo in ospedale, mentre uno era già morto, dopo essere precipitato. Tutti i feriti sono stati trasportati negli ospedali del Canton Vallese, Berna e Losanna. La polizia ha istituito una linea di assistenza per stabilire contatti con le famiglie.

Ad aggravare il già tragico bilancio dell’ondata di maltempo che si è abbattuta sulla dorsale alpina ci sono state altre tre tragedie.

Una si è verificata sulle Alpi bernesi, nella zona del Monte Monch, a 4105 metri. Due giovani alpinisti svizzeri di 21 e 22 anni sono stati trovati morti a causa, secondo quanto riferito dalla polizia cantonale di Berna, delle basse temperature e dello sfinimento. L’allarme alle autorità sulla loro scomparsa era stato dato nella serata di domenica ma le ricerche, scattate subito, avevano dato esito negativo a causa del cattivo tempo.

Altri tre escursionisti sono invece morti fra il Monte Bianco e il Monte Rosa: si tratta di due scialpinisti francesi nella zona di Chamonix, uno sorpreso dal maltempo e l’altro travolto da una valanga, e di una turista russa che con le ciaspole voleva raggiungere Zermatt.