Cronaca Europa

Svizzera taglia immigrazione, “frontaliera”: “Hanno bisogno di noi e lo sanno”

Svizzera taglia immigrazione, "frontaliera": "Hanno bisogno di noi e lo sanno"

Svizzera taglia immigrazione (Foto Ansa)

COMO – “Da domani per noi sarà più difficile, questo è certo”. Maria Carla di Noia, comasca, 62 anni, lavora in Svizzera da 40 come impiegata di una società fiduciaria. “Pensavo di conoscere bene gli svizzeri, ma evidentemente mi sbagliavo – ha detto dopo aver saputo dell’esito del referendum sulle quote per l’immigrazione – Ero certa che la proposta di contingentare gli stranieri passasse nettamente in Canton Ticino, come effettivamente è avvenuto, ma non mi aspettavo fosse approvata in tutta la Svizzera”.

“Gli svizzeri al voto si sono sempre mostrati molto lineari, istituzionali – spiega Maria Carla – Hanno approvato per referendum anche l’aumento dell’età pensionabile, una cosa inimmaginabile in Italia. Ma questa volta no”.

Perchè? “Negli altri cantoni non lo so, ma in Ticino sono esasperati – continua – Lo sento dai miei colleghi, dai miei clienti. L’esplosione dei frontalieri ha peggiorato la situazione del traffico, ad esempio, ma quello che ha fatto la differenza è che negli ultimi tempi le imprese non assumevano più operai non specializzati, ma iniziavano ad arrivare gli italiani laureati. E posso anche capire che per uno svizzero questo sia un problema”.

Alla domanda se al lavoro, si sentirà più a disagio di quanto non lo fosse ieri risponde tranquilla: “Francamente no, dopo quarant’anni di lavoro in Ticino. Se devo dire la verità io domani mi sentirei in imbarazzo se fossi ticinese. Perchè gli svizzeri hanno bisogno dei frontalieri, e lo sanno”.

E i colleghi? I rapporti con loro? “Ci prenderanno in giro, questo è certo – dice -. Io ho le spalle larghe e mi ritengo privilegiata. Certo, per un muratore in un cantiere o un operaio di una ditta con 100 o 200 dipendenti sarà un po’ diverso”.

Ma oltre alle prese in giro il vero pericolo per gli italiani potrebbe essere quello di perdere il lavoro. “Rischi ci sono, perché se gli svizzeri hanno votato così, applicheranno la legge subito, da domani – ammette Maria Carla – La polizia e gli uffici del lavoro intensificheranno i controlli, cosa che negli ultimi anni avevano allentato. E se troveranno situazioni irregolari, come ad esempio frontalieri pagati sotto il minimo salariale, inviteranno le aziende a regolarizzarli. Ma le aziende avranno l’interesse a farlo?”.

Il rischio, pertanto, è che questi lavoratori già sottopagati vengano licenziati, senza più la possibilità di tornare in Svizzera a lavorare. “Se vogliamo vedere un aspetto positivo, sempre che ci sia, è che in questa situazione i frontalieri non saranno più sottopagati – spiega Luisa Seveso, presidente del Coordinamento frontalieri delle Acli – Il voto di oggi sarà un problema, perchè la Svizzera ha bisogno dei frontalieri”.

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