Terremoto Albania, scossa magnitudo 6.2 a Durazzo: vittime e crolli, si scava. E la terra trema ancora FOTO-VIDEO

di Lorenzo Briotti
Pubblicato il 26 Novembre 2019 20:26 | Ultimo aggiornamento: 27 Novembre 2019 8:23
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Terremoto in Albania, la disperazione di una donna (Ansa/Epa)

TIRANA – Alle 3.54 la terra ha tremato nel nord dell’Albania. Una scossa violenta di magnitudo 6.2 (e non 6.5 come scritto in precedenza ndr) avvertita anche in Italia, che ha fatto subito temere il peggio, facendo precipitare il paese nella paura e nel caos.

Con il passare delle ore il bilancio delle vittime e dei danni è via via peggiorato. Ufficialmente i dispersi sono circa 30. Poco prima della mezzanotte di martedì 26 novembre, le vittime sono in tutto 23 con più di 650 feriti, dei quali 260 ricoverati negli ospedali locali. Una cinquantina  sono invece le persone estratte vive dalle macerie. 

Durazzo è sfigurata dal crollo degli edifici. Chi e nelle altre zone colpite, solo chi vive ai piani bassi o al piano terra passerà la notte in casa. Gli altri dormiranno allo stadio. Altri sfollati passeranno invece la notte negli hotel sulla costa. Qualcuno ha caricato un po’ di viveri in auto e deciso di passare la notte in auto fuori città.

La scossa principale, a cui ne sono seguite oltre cento di assestamento avvertite in tutti i Balcani, ha avuto l’epicentro tra Shijak e Durazzo, poco lontano dalla costa, e ha fatto tremare anche la capitale Tirana, dove la gente è scesa in strada nel panico.

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Ansa/Epa

La profondità del sisma, tra dieci e venti chilometri, secondo alcuni esperti ha scongiurato il rischio di tsunami, ma non ha risparmiato morte e distruzione. Soprattutto a Durazzo, seconda città e porto principale del Paese, investita nel pomeriggio anche da un’altra scossa di magnitudo 5: “E’ successo il finimondo. Gli intonaci venivano giù uno dopo l’altro, si vedevano i mattoni spuntare fuori dai muri, mi sono sentito dentro un film apocalittico”, ha raccontato Antonio Imperiale, uno dei tantissimi italiani che da tempo si sono stabiliti in Albania.

La furia del sisma ha sgretolato due hotel della zona balneare, uccidendo almeno cinque persone. Altre otto, secondo alcuni testimoni, sono rimaste intrappolate tra le macerie di una villetta. Danni ingenti e vittime anche nel villaggio di Thumana, circa quaranta chilometri a nord di Tirana, dove si registrano almeno cinque morti e sono crollate diverse palazzine. Nella vicina Kurbin un uomo è morto dopo essersi gettato dal suo palazzo in preda al panico. Per i soccorritori è scattata una corsa contro il tempo in cerca di superstiti sotto le macerie, scavando anche a mani nude.

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Ansa/Epa

Video e foto rimbalzati sui social hanno immortalato anche normali cittadini impegnati tra i detriti, sotto gli occhi dei familiari dei dispersi che sperano. Una quarantina di persone sono state tratte in salvo. Tra loro anche un bambino, estratto miracolosamente vivo da ciò che è rimasto di un palazzo di cinque piani a Durazzo. Terrorizzato e in lacrime, con il pigiama coperto di polvere, le sue immagini hanno fatto il giro del mondo.

Il premier Edi Rama ha lanciato un appello alla “calma ed a stare vicini l’uno all’altro per affrontare questo colpo”. Ed ha visitato Thumana incontrando alcune famiglie di sfollati ospitate in tende di fortuna, visibilmente scosso. Il suo governo sta cercando un accordo duraturo con gli alberghi di Durazzo, Kavaja e Valona per scongiurare il rischio che gli sfollati trascorrano l’inverno al freddo.

In una giornata drammatica, l’Albania ha potuto almeno contare su un robusto sostegno internazionale, a partire dall’Italia. Sergio Mattarella e Giuseppe Conte hanno parlato al telefono con Rama per esprimergli vicinanza e il premier italiano, già all’alba, ha disposto l’invio di aerei con unità speciali. Complessivamente, su input della Protezione civile, sono partiti per l’Albania oltre 200 uomini tra squadre di ricerca, unità cinofile e personale medico.

Le conseguenze del sisma sono monitorate anche dalla Farnesina, che ha attivato l’Unità di crisi per individuare i connazionali in Albania che vivono nelle zone potenzialmente a rischio. Nessuno di loro sarebbe rimasto coinvolto. Per alcuni, semplicemente tanta paura ed il precipitoso rientro a casa in aereo. Paura, passaparola sui social e chiamate ai Vigili del Fuoco anche in Puglia, Basilicata e Molise subito dopo il primo terribile boato arrivato nel cuore della notte dall’altra sponda dell’Adriatico.

Fonte: Ansa

 

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