Terremoto in Croazia, nuova scossa di magnitudo 4.7 sempre tra Petrinja e Sisak

di Redazione Blitz
Pubblicato il 4 Gennaio 2021 8:41 | Ultimo aggiornamento: 4 Gennaio 2021 8:41
Terremoto Frasso Telesino (Benevento), scossa di magnitudo 2,7. Il sisma ad una profondità di 18 km

Terremoto Frasso Telesino (Benevento), scossa di magnitudo 2,7. Il sisma ad una profondità di 18 km (foto Ansa)

Altra forte scossa di terremoto la mattina di lunedì 4 gennaio in Croazia: la Sala Sismica INGV-Roma ha rilevato una scossa di magnitudo 4.7 alle 07:49:54, ad una profondità di 10 km. L’epicentro è stato localizzato tra le località di Petrinja e Sisak, duramente colpite dal terremoto dello scorso 29 dicembre.

La scossa di terremoto è l’ennesima di questi giorni in Croazia, la più forte quella del 29 dicembre di magnitudo 8.4. Scossa di terremoto che ha fatto crollare di diversi edifici e causato la morte di almeno 7 persone.

Terremoti Adriatico, Ingv: “Area intorno a Zagabria  fortemente sismica”

Alessandro Amato dell’ingv, l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, spiega che “l’area croata intorno a Zagabria è una zona a rischio sismico ben nota come conferma questo terremoto con una magnitudo di 6.4 della scala Richter”. Amato è stato interpellato dal Corriere della Sera per comprendere se ci sia o meno un legame tra iv vari terremoti: “La placca adriatica spinta verso nord innesca faglie nei Balcani i cui effetti oltre a quelli locali disastrosi, si avvertono anche lontano”.

Il terremoto di fine anno in Croazia sentito infatti anche ai bordi della placca. La conferma arriva dal fatto che i lampadari hanno oscillato in molte parti d’Italia: dal Friuli Venezia Giulia a Napoli, da Firenze a Milano. Il motivo lo spiega ancora Amato: “L’ipocentro del sisma a 10 chilometri di profondità ha provocato fratture del suolo verso l’alto che si propagano, come era avvenuto a Norcia”.

“Quello avvenuto è un terremoto di tipo orizzontale perché frutto dello scorrimento di due piani che scivolano fra loro”. Alla base di questi fenomeni c’è la spinta verso nord della placca africana contro quella europea. Questa spinta creerebbe terremoti sia in Italia sia nei Balcani. (Fonti Ansa e Corriere della Sera).