Terrorismo, cambiano le regole per volare

di Redazione Blitz
Pubblicato il 21 Novembre 2015 9:26 | Ultimo aggiornamento: 21 Novembre 2015 9:27
Terrorismo, cambiano le regole per volare

Terrorismo, cambiano le regole per volare

ROMA – Mentre il Consiglio di sicurezza dell’Onu, ieri sera, 20 novembre, ha approvato all’unanimità una risoluzione che autorizza “tutte le misure” nella battaglia contro l’Isis, l’Unione europea corre ai ripari dopo le stragi di Parigi.

Non è la fine della libera circolazione dei cittadini europei, ma sicuramente le decisioni prese ieri a Bruxelles per dare una “risposta comune” alla minaccia terroristica di matrice islamica blindano lo spazio Schengen. Il giro di vite dell’Unione europea è arrivato con la tensione alle stelle, mentre era in corso il blitz delle teste di cuoio in Mali nell’albergo occupato dai terroristi Isis.

In Europa ci saranno controlli “sistematici e obbligatori”, scambio di informazioni tra i paesi e creazione del registro dei passeggeri aerei. Sono questi i tre pilastri della revisione dell’ accordo di Schengen.

L’intensificazione dei controlli partirà immediatamente, ma la modifica del codice è necessaria perché questi possano essere, appunto, sistematici e obbligatori. Prevederanno in particolare la “consultazione obbligatoria” delle banche dati nazionali ed europee e in particolare il Sis, il Sistema di informazione di Schengen, che dovrà essere a questo scopo alimentato in modo costante e in tempo reale dalle autorità nazionali che provvedono alla registrazione di chi entra ed esce dai confini.

“La nostra reazione collettiva deve essere implacabile – ha detto Bernard Cazeneuve, ministro degli Interni francese, che aveva chiesto la riunione straordinaria dopo gli attacchi della scorsa settimana proprio per discutere di queste misure – occorre uscire dalle promesse senza futuro, dagli indugi, dalle lentezze, altrimenti l’ Europa si perderà”. La Francia, che ha introdotto proprio una settimana fa i controlli alle sue frontiere con gli altri paesi, li manterrà “fino a quando durerà la minaccia terroristica”.

Schengen prevede che ogni Paese possa, per ragioni eccezionali di minaccia alla sicurezza intera, ristabilire i controlli ai confini, ma solo temporaneamente. La Francia lo aveva fatto, solo poche ore prima degli attentati, in vista della Conferenza sul clima Cop21, in programma dal 30 novembre prossimo a Parigi. Oltre ai controlli alle frontiere esterne, sicuramente la misura più immediatamente tangibile, i Ventotto hanno ieri hanno deciso di arrivare entro la fine dell’anno all’accordo sul Pnr, lo scambio delle informazioni sui passeggeri dei voli aerei: manca l’accordo del Parlamento europeo, ma l’obiettivo è che questi dati riguardino anche i voli interni allo spazio Schengen e che vengano conservati per almeno un anno.

“È una misura di sicurezza che era forse giusto adottare un anno fa”, ha affermato il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni.