Terrorismo, estradato in Italia Karim Rahim, curdo-iracheno condannato a 9 anni

di redazione Blitz
Pubblicato il 3 Ottobre 2020 16:32 | Ultimo aggiornamento: 3 Ottobre 2020 16:32
Terrorismo, estradato in Italia Karim Rahim, curdo-iracheno condannato a 9 anni

Terrorismo, estradato in Italia Karim Rahim, curdo-iracheno condannato a 9 anni (Ansa)

Twana Karim Rahim, curdo-iracheno condannato per terrorismo internazionale, sarà estradato in Italia

Sta per essere estradato in Italia Twana Karim Rahim, noto come Makwan, curdo-iracheno collaboratore del Mullah Krekar, leader dell’organizzazione terroristica sunnita Ansar Al Islam, condannato nel luglio 2019 dalla Corte d’Assise di Bolzano per associazione con finalità di terrorismo anche internazionale. 

La condanna dopo l’indagine condotta dal Ros in collaborazione con le autorità giudiziarie e di polizia del Regno Unito, della Norvegia e della Germania. 

Condanna confermata dalla Corte d’Assise d’Appello di Trento Sezione distaccata di Bolzano il 18 luglio scorso nei confronti di 5 imputati.

In particolare, tre degli imputati risultano residenti in Norvegia, mentre i rimanenti tre si trovano residenti in Gran Bretagna. 

Karim Rahim è stato condannato a 9 anni di reclusione (sentenza non definitiva), mentre il Mullah Krekar a 12 anni di reclusione. Per l’accusa hanno costituito una propria organizzazione terroristica di matrice curdo-sunnita. Una struttura dotata di ramificazioni in Italia, in Norvegia, in Germania, in Inghilterra, in Svizzera, in Grecia, in Finlandia e in Iraq.

Le indagini

Le indagini hanno accertato che il gruppo aveva tra le proprie finalità l’invio di foreign fighter nelle zone di conflitto tra Iraq e Siria. Ma anche la partecipazione al jihad su scala globale, l’instaurazione nel Kurdistan iracheno di un califfato regolato dalla sharia; la realizzazione di atti di intimidazione nei confronti di diversi governi occidentali, attraverso la costituzione di cellule dormienti disseminate in tutta Europa.

Quanto a Karim Rahim, alias Makwan, già cittadino norvegese, una volta condannato dall’autorità giudiziaria italiana ha subito il ritiro della cittadinanza norvegese, a seguito di un lungo procedimento amministrativo da parte delle autorità del Paese scandinavo.

Tale provvedimento ha consentito il suo arresto, avvenuto lo scorso 4 agosto in esecuzione della sentenza italiana del 2019, mai eseguita in quanto la legge norvegese non consente l’estradizione di propri cittadini, e Makwan lo era fino a qualche tempo. 

Pertanto, oggi  Makwan sarà estradato in territorio italiano e quindi trasferito presso la Casa circondariale individuata dall’autorità giudiziaria competente, in attesa di proseguire l’iter processuale instaurato nei suoi confronti di fronte alla Corte d’Assise di Bolzano. (Fonte: Agi)