Terrorismo. Francia nega visto a ex body guard di Bin Laden

Pubblicato il 16 Aprile 2010 18:47 | Ultimo aggiornamento: 16 Aprile 2010 18:48

Nasser al-Bahri

«Riteniamo che la sua presenza sul territorio francese non sia opportuna» lo ha detto il portavoce del ministero degli Esteri Bernard Valero commentando il rifiuto del governo francese di dare  il visto d’accesso all’ex-guardia del corpo di Osama Bin Laden, Nasser al-Bahri, oggi pentito, che doveva partecipare a Parigi al lancio del suo libro ‘All’ombra di Bin Laden’, pubblicato per le edizioni Michel Lafon.

Nasser al-Bahri ha lasciato al-Qaida nel 2000 pentendosi del suo passato jihadista. Dopo gli attentati dell’11 settembre, l’uomo ha anche testimoniato presso il senato Usa e ha confidato all’Fbi preziose informazioni. L’uomo, di nazionalità yemenita, cerca di dissuadere i giovani dal raggiungere Al-Qaida e pensa alla creazione di un centro di riabilitazione per ex-jihadisti.

Nei giorni scorsi, Nasser è stato anche intervistato dal quotidiano Le Parisien, a cui ha detto di essersi pentito di non aver ucciso Bin-Laden, che secondo lui è ancora vivo e si nasconde in Afghanistan. Il ‘no’ di Parigi arriva nello stesso momento in cui anche Omar Bin Laden, 29 anni, quarto figlio dell’uomo più ricercato del mondo, si è visto rifiutare il visto per la Francia e per tutti i Paesi della zona Schengen. Doveva partecipare alla campagna promozionale di un altro libro, ‘Osama Bin Laden, ritratto di famiglia’, pubblicato in Francia per le edizioni Denoel e scritto a quattro mani con una giornalista americana e con sua madre Najwa, siriana di 51 anni, prima delle cinque mogli di Osama. Nel libro, Omar, che oggi vive in un emirato del Golfo, punta il dito contro la deriva assassina del padre.