Prete irlandese sfida Vaticano su aborto, gay, contraccezione. Scomunica?

di Francesco Montorsi
Pubblicato il 25 Gennaio 2013 7:31 | Ultimo aggiornamento: 24 Gennaio 2013 13:45
Prete irlandese sfida Vaticano su aborto, gay, contraccezione. Scomunica?

Foto Lapresse

DUBLINO – Il prete irlandese Tony Flannery, 66 anni, sospeso dal Vaticano l’anno scorso, potrebbe rischiare di essere scomunicato a causa delle sue posizioni liberali. La tensione tra il prete redentorista e l’organo preposto all’ortodossia del cattolicesimo, la Congregazione per la dottrina della fede, è ormai giunta ad un nuovo livello.

In una conferenza tenutasi a Dublino sabato 19 gennaio, Flannery ha affermato di aver ricevuto un’ingiunzione dall’istanza del Vaticano. Secondo la Congregazione, il reverendo potrebbe vedere la sua sospensione revocata a patto che firmi e pubblichi una dichiarazione in cui si pronunci contro l’ordinazione sacerdotale delle donne e in cui aderisca all’ortodossia cattolica sui temi della contraccezione, dell’omosessualità e del sacerdozio.

Negli ultimi anni, Flannery, una figura di spicco della Chiesa irlandese, si è distinto per le sue posizioni eterodosse. Nella rivista Reality, pubblicazione dalla Congregazione redentorista irlandese (la Congregazione del Santissimo Redentore è stata fondata da sant’Alfonso Maria de’ Liguori nel 1732), ha scritto articoli, durante gli ultimi quattordici anni, su diversi temi religiosi, spesso opponendosi alla dottrina ufficiale della chiesa.

L’anno scorso, la Congregazione per la dottrina della fede, ha deciso di intervenire in seguito, tra l’altro, ad un articolo sulla successione apostolica. Il prete irlandese vi affermava di non credere più che «il sacerdozio come lo abbiamo oggi nella chiesa sia nato con Gesù», né che quest’ultimo abbia designato «un gruppo di suoi seguaci come preti». E’ più probabile, scriveva nell’articolo, che «poco dopo la morte di Gesù, un gruppo selezionato e privilegiato all’interno della comunità si sia arrogato il potere a se stesso».

Di fronte alla recente ingiunzione della Congregazione per la dottrina della fede, Flannery ha pubblicamente accusato i metodi «da Inquisizione» dell’organismo vaticano. Il prete ha anche affermato che non firmerà un documento in cui sconfessa le sue opinioni su contraccezione, omosessualità e sacerdozio. «Come posso mettere il mio nome, ha recentemente detto in un’intervista, su un documento che va contro tutto quello in cui credo? Se lo firmassi, sarebbe un tradimento non solo verso me stesso ma anche verso tutti quei preti e cattolici laici che vogliono cambiare. Mi rifiuto di essere terrorizzato e sottomesso.»

Nei prossimi giorni si attende la risposta della Congregazione per la dottrina della fede. La scomunica del reverendo è una possibilità prevista, in questi casi, dal diritto canonico.