Twitter: i folli messaggi di solidarietà a Coulibaly e ai fratelli Kouachi

di Redazione Blitz
Pubblicato il 11 Gennaio 2015 9:17 | Ultimo aggiornamento: 11 Gennaio 2015 9:22
Twitter: i folli messaggi di solidarietà a Coulibaly e ai fratelli Kouachi

Twitter: i folli messaggi di solidarietà a Coulibaly e ai fratelli Kouachi

ROMA – Non c’è purtroppo solo l’hashtag #JeSuisCharlie in rete. Non c’è solo l’orrore, lo sgomento e il lutto per le stragi di Parigi. C’è anche un’altra rete, quella che solidarizza con i fratelli killer e con la coppia Amedy Coulibaly e Hayat Boumeddiene. E’ la parte, minoritaria ma non per questo meno inquietante, che solidarizza o peggio si sente rappresentata dai terroristi. Così, racconta sul Corriere della Sera Leonard Berberi, c’è chi su Twitter usa hashtag che offendono: #JeSuisKoauchi o #JeSuisCoulibaly.

Sono slogan che iniziano a circolare nelle ore precedenti ai blitz in cui tutti i terroristi vengono uccisi. E sono tutto un fiorire di complimenti ai killer. Gente che si dice “orgogliosa di loro”.

Scrive Berberi:

È tutto un congratularsi. Su Twitter, su Facebook. Persino su Instagram. In francese, soprattutto. Ma anche in inglese. In olandese. In arabo. «Tutti sostengono i nostri fratelli Kouachi: coraggio e che Allah vi protegga dagli infedeli», cinguetta @bint_AlDawla. «Sono musulmano e #JeSuisKouachi mi rappresenta», aggiungono altri.

C’è chi senza pudore augura la morte ad altri obiettivi dei terroristi, come per esempio il giornale danese che per primo pubblicò le vignette su Maometto. Ancora Berberi:

Invocazioni religiose. Richiami al passato coloniale della Francia con tanto di foto in bianco e nero. Minacce a suon di «questo è soltanto l’inizio per l’Europa». Avvertimenti al Jyllands-Posten , il quotidiano danese che nel 2005 ha pubblicato alcune caricature su Maometto. E al politico olandese Geert Wilders. «Spero che la stessa sorte tocchi ai vignettisti danesi e al cane biondo olandese», scrive Abou Shaheed.

Ma in quanti hanno usato gli hashtag della vergogna? Pochi rispetto a chi si è identificato in Charlie, tantissimi in valore assoluto:

Ma in questo caso sono i numeri a riportare un briciolo di civiltà digitale. Secondo Topsy, motore di ricerca dei tweet, l’hashtag #JeSuisCharlie è stato usato più di quattro milioni di volte, #JeSuisKouachi circa 25 mila, #JeSuisCoulibaly poco meno di 500.