Uccide il marito accusato di abusi su minori: niente condanna. “Non è pericolosa”

di redazione Blitz
Pubblicato il 11 gennaio 2018 7:00 | Ultimo aggiornamento: 10 gennaio 2018 23:15
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Uccide il marito accusato di abusi su minori: niente condanna. “Non è pericolosa”

EDIMBURGO – In Scozia, Susanne Wilson, ex consigliere laburista di 73 anni, ha soffocato con un cuscino il marito settantenne con cui era sposata da 50 anni e che a causa di pesanti accuse di abusi su minori e di una patologia cardiaca cronica “desiderava morire”, ma ha evitato il carcere e il giudice le dice di “voltare pagina”.

L’ex infermiera di Troon, Ayrshire, è stata ammonita dal giudice Rae della corte suprema di Glasgow per i problemi di depressione di cui soffriva al momento dell’omicidio. “E’un caso molto tragico. Ci sono circostanze eccezionali e la punizione non sarebbe nell’interesse della giustizia. Non può essere considerata un pericolo per cui è solo ammonita. Spero riesca a voltare pagina”.

La Wilson aveva inizialmente affrontato unaccusa di omicidio, ma in seguito ammise il reato minore di omicidio colposo. I pubblici ministeri accettarono sulla base della “ridotta responsabilità” presente in quel momento, a causa della tensione a cui era sottoposta.

La Wilson stava lottando per far fronte alle accuse di abusi contro il marito e lo uccise il 3 settembre 2016, poco dopo aver parlato con uno dei suoi accusatori. In tribunale è emerso che Wilson, direttore in pensione dei negozi di Butlins, aveva precedentemente tentato il suicidio.

Con sua moglie, ex consigliere laburista a Troon, erano sposati da 50 anni e avevano tre figli di cui uno, il maggiore Jonathan, è morto nel 2001 di cancro. La Wilson era venuta a conoscenza delle accuse, secondo cui suo marito aveva abusato sessualmente di bambini, nel settembre 2015.

Il procuratore Bill McVicar ha dichiarato: “Nonostante le accuse, la Wilson ha continuato a vivere nella casa coniugale per fornire cure costanti al marito”. Il giorno della sua morte, Wilson chiese alla moglie di contattare uno dei suoi accusatori. Parlarono al telefono e questo per la donna fu motivo di ansia.

Dopo la chiamata, era “molto arrabbiata” e aveva colpito, ferendolo, il marito con una caraffa di plastica. Wilson aveva parlato di assumere farmaci per porre termine alla sua vita. La donna quel giorno ha lasciato le pillole prescrittele dal medico ed è andata a trovare una vicina di casa.

Tornata a casa, si era accorta che l’uomo ne aveva prese un po’ e respirava con difficoltà; cercò di aiutarlo ma respirava sempre peggio e le disse “aiutami”. “L’ha considerata una richiesta per aiutarlo a morire. Provava compassione e poi l‘ha soffocato con un cuscino”, ha detto McVicar.

La Wilson ha chiamato il 999 e ha confessato alla polizia. In tribunale è emerso che in quel momento soffriva di depressione. Gordon Jackson, avvocato difensore, ha riferito che la Wilson ha intenzione di fare volontariato nell’ospedale che l’ha aiutata a guarire, insegnerà ricamo ai pazienti.

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