Ucraina/ “Non siamo il bordello d’Europa”. Lo gridano le militanti di Fenem, associazione contro l’Aids e il turismo sessuale

Pubblicato il 31 Luglio 2009 17:51 | Ultimo aggiornamento: 31 Luglio 2009 17:51

Sono tanti gli stranieri che ogni anno visitano l’Ucraina allettati dalle sirene del sesso facile. Secondo le statistiche in Ucraina vi sarebbero infatti 12.000 prostitute. La maggior parte di queste sono studentesse o ragazze con difficoltà economiche.

Inoltre, a causa del sesso facile e della mancanza di prevenzioni, in Ucraina esiste una sviluppata epidemia di Aids. A differenza degli altri Paesi europei, le persone contagiate sono tante, secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità circa l’1,6% della popolazione locale. Nella sola città di Odessa sono ben 150.000 .

Per combattere il fenomeno del turismo sessuale, che si innesta su povertà e diseguaglianze sociali, è nata Femen, un’associazione di giovani universitarie di Kiev che prende di mira i tanti stranieri che ogni anno visitano il Paese. Le loro proteste sono campagne di sensibilizzazione e happening choc, per informare cittadini e turisti su questa piaga sociale.

Ad esempio, recentemente, alcune universitarie travestite da infermiere si sono dirette verso l’ambasciata turca. Qui, hanno tirato fuori centinaia di siringhe per «curare simbolicamente – spiega Anna Hutsol, una delle fondatrici dell’associazione – una delle malattie che ha contagiato tanti stranieri. La dipendenza dal sesso».

Lo scorso aprile durante la presentazione del libro “Donne tornate negli harem”, una delle iscritte ha tirato una torta in faccia all’autore ucraino Oles Buzina.

Desta preoccupazione, all’interno di Fenem, la data del 2012 quando l’Ucraina, assieme alla Polonia, ospiterà i campionati europei di calcio. Le giovani temono che molti tifosi europei saranno più interessati alle donne che alle partite. Ma le giovani militanti sono combattive e non demordono. Hanno in mente un piano d’azione per pubblicizare le bellezze culturali del paese: «Inviteremo gli stranieri a non frequentare le prostitute – dichiara un’iscritta -. Piuttosto che visitino il Museo dedicato a Mikhail Bulgakov, uno dei nostri più grandi scrittori».