Ue. Stop vivisezione, iniziativa popolare torna con oltre 1 mln firme

Pubblicato il 12 Maggio 2015 9:02 | Ultimo aggiornamento: 12 Maggio 2015 9:02
Esperimento di vivisezione

Esperimento di vivisezione

BELGIO, BRUXELLES – Un incontro con il vicepresidente della Commissione Ue Jyrki Katainen e quindi un’audizione pubblica al Parlamento Ue: l’iniziativa popolare europea ‘Stop Vivisection’ è tornata alla ribalta a Bruxelles dopo aver raccolto l’appoggio di 1.173.130 cittadini di 26 dei 28 Stati membri. Mancano solo Belgio e Croazia mentre l’Italia fa la parte del leone con oltre metà delle firme, 690 mila.

Il 3 giugno il gabinetto Juncker, hanno fatto sapere i suoi servizi, deciderà se dare seguito all’iniziativa dei cittadini europei proponendo un testo legislativo o altri strumenti per bandire la vivisezione oppure se riterrà opportuno non agire.

La campagna Stop Vivisection chiede alla Commissione Ue l’abrogazione della direttiva 2010/6 3/UE (per la protezione degli animali utilizzati a scopi scientifici) e “la presentazione di una nuova proposta di direttiva che sia finalizzata al definitivo superamento della sperimentazione animale”.

I firmatari sottolineano che oltre “alle ragioni dell’etica” – riflesse dai risultati del sondaggio Eurobarometro del 2006 secondo cui l’86% dei cittadini Ue sono contrari alla vivisezione – si aggiunge oggi “l’appello sempre più stringente del mondo della scienza che afferma che il ‘modello animale’, non predittivo per l’uomo, è privo di valore scientifico poichè non esiste prova statistica che ne dimostri l’efficienza e l’affidabilità”.

Con il Trattato di Lisbona i cittadini Ue possono presentare proposte di iniziativa popolare tramite la raccolta di un milione di firme in almeno sette Stati membri (con un numero minimo per ogni paese, per l’Italia di 54.750 persone). Su una quarantina di tentativi, Stop Vivisection è la terza iniziativa per raccogliere le firme necessarie, dopo ‘Diritto all’acqua’ e ‘Uno di noi’. Ma finora nessuna si è tradotta in una proposta normativa.