Usa contro Strauss Kahn “vecchio sporcaccione”: ma in Francia lo difendono

Pubblicato il 18 Maggio 2011 15:16 | Ultimo aggiornamento: 18 Maggio 2011 15:23

Dominique Strauss Kahn

NEW YORK – Mentre Dominique Strauss-Kahn è sorvegliato 24 ore su 24 perché a rischio suicidio, negli Usa si sono scatenati con editoriali contro il “vecchio sporcaccione”.

Si è aperta una vera e propria battaglia sul sesso con la Francia che è invece molto più cauta. “Quel che i francesi non sanno ancora del sesso”, o ancora “Il droit dei vecchi sporcaccioni”, hanno scritto giornali come il  Time e New York Times.

Dalla parte del direttore dell’Fmi invece il quotidiano francese Libération: “Principi” in testa per difendere l’ormai ex favorito tra i socialisti come possibile sfidante di Nicolas Sarkozy alla corsa all’Eliseo.

Bernard-Henry Lévy che si è schierato con Strauss Kahn, scendendo in campo con un pamphlet di quattro pagine pubblicato dal sito americano Daily Beast. Scrive Henri Levy: Dominique “mio amico da vent’anni che non somiglia affatto a questo mostro, a questo cavernicolo, a questa bestia insaziabile e violenta come viene ormai descritto ovunque. Fascinoso, seduttivo sì certo: amico delle donne, e soprattutto della sua donna. Ma questo selvaggio brutale no, è assurdo”. Poi si indigna per “quest’uomo gettato ai cani” e si scaglia contro il giudice che “pretende di trattarlo come un soggetto di giustizia come qualsiasi altro”.

A quel punto i commentatori americani sono andati su tutte le furie:  “La presunzione di innocenza che Levy rivendica per l’élite misteriosamente sparisce per le donne coinvolte”. Poi il Daily Beast scende in campo “in difesa della cameriera” con un pezzo della professoressa Laila Lalami  che ricorda come “un filosofo che ha difeso i diritti delle donne musulmane ora si trova al fianco di un (presunto) stupratore contro la sua (presunta) vittima musulmana”. La Lalami contro la stampa francese dice che “ha descritto la cameriera come donna con grandi seni e un bel sedere ma non molto seduttiva”, e “contro tutti coloro che in Francia hanno approfittato dell’occasione per deridere il sistema giudiziario americano e l’America in generale. Dov’erano – conclude la scrittrice – quando Hannibal Gheddafi veniva rilasciato su cauzione dopo aver picchiato a morte la sua compagna incinta in un hotel di Parigi?”.