Cronaca Europa

Ursula Haverbeck, nonna neo-nazi condannata a 6 mesi: nega l’Olocausto

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Ursula Haverbeck, nonna neo-nazi condannata a 6 mesi: nega l’Olocausto

BERLINO – Condannata a sei mesi di carcere l’88enne Ursula Haverbeck, per aver negato l’esistenza dell’Olocausto e delle camere a gas ad Auschwitz. Per la Haverbeck, neonazista, si tratta della quinta condanna per questo tipo di reato, in Germania la negazione dell’Olocausto è punita fino a 5 anni anni di carcere.

L’88enne ha più volte negato l’omicidio di massa degli ebrei da parte dei nazisti che, secondo la legge tedesca, costituisce incitamento all’odio razziale. Nonostante le numerose condanne, per ora non ha mai fatto un giorno di prigione poiché ha impugnato tutte le sentenze, scrive il Daily Mail.

Soprannominata dai media tedeschi “la nonna nazista”, la Haverbeck che è amica di Gudrun Burwitz, la figlia più grande del capo delle SS Heinrich Himmler, è una nota estremista e un tempo presidentessa di un centro di addestramento di estrema destra, chiuso nel 2008 per propaganda nazista.

In televisione non ha perso l’occasione per dichiarare che “l’Olocausto è la più grande e più sostenibile bugia della storia”.

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