Vaccino, la tedesca CureVac a giugno pronta ai test. Intanto caccia ceo Usa (c’era Trump dietro)

di Redazione Blitz
Pubblicato il 9 Aprile 2020 14:29 | Ultimo aggiornamento: 9 Aprile 2020 14:29
Vaccino, la tedesca CureVac a giugno pronta ai test. Intanto caccia ceo Usa (c'era Trump dietro)

Particelle di coronavirus viste al microscopio eletttronico (Ansa)

ROMA – La tedesca CureVac comincerà a giugno i test clinici sul vaccino contro il coronavirus in Belgio e Germania. Lo ha annunciato il nuovo presidente del consiglio di vigilanza dell’azienda, Jean Stéphenne, ad alcuni media belgi.

Nel mese di giugno, “massimo a luglio”, cominceranno gli studi clinici su persone adulte e in buona salute che non sono state contagiate. Poi il vaccino sperimentale sarà iniettato in persone esposte al virus e infine agli anziani, la fascia più a rischio, ha spiegato Stéphenne.

L’obiettivo dei test è “esaminare che tipo di anticorpi vengono indotti dal vaccino, ma anche comprendere, per le persone che sono state infettate dal virus, qual è la risposta immunitaria che è stata indotta”, ha spiegato Stéphenne.

Dopo aver effettuato i primi test sulla sicurezza e il dosaggio del vaccino, a essere coinvolte nello studio saranno fra le duemila e le tremila persone. “Quando avremo raccolto tutti questi risultati, avremo delle discussioni con le autorità e gli scienziati per vedere se il vaccino dovrà già essere utilizzato”, e allora si deciderà se allargare lo studio a 10mila o 20mila persone, ha spiegato il presidente.

CureVac si sta concentrando su una tecnologia vaccinale che si basa su molecole di RNA messaggero (mRNA) che stimolano il sistema immunitario. Se i test sul primo vaccino non dovessero essere soddisfacenti, l’azienda tedesca ha già pronti altri due o tre candidati per condurre nuovi studi.

Curevac è destinataria di finanziamenti sia da parte del governo tedesco che dell’Unione europea, che ha destinato all’azienda 80 milioni di euro. Il belga Jean Stéphenne, ex dirigente di Gsk, ne è diventato presidente del consiglio di vigilanza il 4 aprile dopo l’allontanamento del CEO americano, avvenuto in seguito ai rumors su un tentativo di acquisto pilotato da Trump. (fonte Ansa)