Vaccino Novavax, in Inghilterra ne faranno 60 milioni di dosi, Boris Johnson si prepara alla terza ondata di covid

di Giampaolo Scacchi
Pubblicato il 5 Aprile 2021 13:12 | Ultimo aggiornamento: 5 Aprile 2021 13:12
Vaccino Novavax, in Inghilterra ne faranno 60 milioni di dosi, Boris Johnson si prepara alla terza ondata di covid

Vaccino Novavax, in Inghilterra ne faranno 60 milioni di dosi, Boris Johnson si prepara alla terza ondata di covid

Vaccino Novavax contro il coronavirus. Boris Johnson ha annunciato che GlaxoSmithKline nel Regno Unito ne produrrà  fino a 60 milioni di dosi, informa Giampaolo Scacchi. La task force sui vaccini di Downing Street ha firmato un accordo con il gigante britannico dei farmaci GSK.

Mirato, a partire da maggio, a “soddisfare e completare” le forniture del vaccino USA nella sua fabbrica di Durham.

Boris Johnson ha spiegato che l’iniziativa “aumenterà ulteriormente il lancio del nostro vaccino”. Riferendosi ad AstraZeneca, che il mese prossimo rallenterà a causa di una carenza di cinque milioni di dosi dall’India.

La decisione arriva nel mezzo di una guerra sui vaccini tra il Regno Unito e l’UE. Quest’ultima ha minacciato di bloccare le forniture di vaccini AstraZeneca e Pfizer fatte nel continente prima che venissero spedite in Gran Bretagna.

L’accordo con GSK comporterà che i vaccini Novavax dovranno essere somministrati solo nel Regno Unito. Gli agenti chimici grezzi vengono prodotti in un sito a Stockton-on-Tees. Ma il piano originale prevedeva la preparazione e il confezionamento delle fiale in Europa.

60 milioni di dosi per gli inglesi

La Gran Bretagna si è assicurata 60 milioni di dosi del vaccino Novavax in base a un accordo di acquisto con l’azienda americana, sufficienti a vaccinare completamente, con due dosi, 30 milioni di inglesi.

All’inizio di marzo Novavax ha annunciato che il suo vaccino è efficace all’89% nel bloccare la malattia sintomatica. E ha fermato il 100% dei ricoveri ospedalieri e dei decessi.

Nelle prossime settimane, Novavax dovrebbe presentare i dati di prova in fase avanzata all’autorità di regolamentazione sanitaria britannica. L’approvazione è prevista per maggio. Finora sono stati approvati dall’MHRA tre vaccini –  Pfizer, AstraZeneca e Moderna. Un quarto sviluppato da Johnson e Johnson è attualmente in fase di revisione.

La Gran Bretagna ha dosi sufficienti, ordinate ad AstraZeneca e Pfizer,  per vaccinare l’intera nazione con due iniezioni. Ma le autorità sanitarie prevedono che ogni anno dovranno essere somministrate dosi di “richiamo” agli anziani e a pazienti vulnerabili poiché in questi gruppi l’immunità si esaurisce più rapidamente.

Il Primo Ministro, nel corso di una conferenza stampa a Downing Street, ha dichiarato: “Siamo sulla buona strada per somministrare entro il 15 aprile una prima dose a tutti gli over 50 entro il 15 aprile. E a tutti gli adulti entro la fine di luglio. E voglio esortare tutti, ancora una volta, quando sarà il loro turno a vaccinarsi”.

Un vaccino diverso, si conserva nel frigo di casa

Novavax, o NVX-CoV2373, è diverso da quelli già somministrati nel Regno Unito. E’un vaccino – può essere conservato in un normale frigorifero – a base proteica contenente minuscole particelle. Ottenute da una versione prodotta in laboratorio della proteina spike presente sulla superficie del coronavirus SARS-CoV-2. Contiene anche un “adiuvante”, una sostanza che contribuisce a rafforzare le risposte immunitarie al vaccino.

Secondo la biotech americana, alle persone dovrebbero essere somministrate due dosi di vaccino, a tre settimane di distanza.

Chris Whitty, Chief Medical Officer (CMO) for England, ha tuttavia avvertito che il “muro di vaccinazioni” della Gran Bretagna contro il Covid è “fragile” perché i vaccini non sono efficaci al 100% e milioni di persone sono in attesa della seconda dose.

Whitty ha ammesso che il muro – progettato per impedire al NHS di essere sopraffatto e migliaia di persone perdere la vita in caso di una terza ondata – diventerà più forte quando le dosi aggiuntive, ad aprile verranno somministrate in massa.

Alla domanda se il Regno Unito una volta allentate le restrizioni nei prossimi mesi, sia davvero a rischio di una terza ondata, Whitty ha risposto che “non è ancora finita”.