“Valeria Solesin morta”, dice il padre. Era sparita a Parigi

di redazione Blitz
Pubblicato il 15 Novembre 2015 10:39 | Ultimo aggiornamento: 15 Novembre 2015 12:36
"Valeria Solesin potrebbe essere morta". Parigi, era sparita

“Valeria Solesin potrebbe essere morta”. Parigi, era sparita

PARIGI – “Purtroppo Valeria è morta”. A dare la triste notizia è il papà della ragazza. La Farnesina ha condotto le ricerche, l’ambasciatore italiano a Parigi è andato all’obitorio per le verifiche del caso.

Valeria Solesin, 28 anni, veneta, era al Bataclan, a Parigi, venerdì 13 novembre. Si trovava sulla scala d’ingresso quando sono iniziati i primi spari. Per un giorno e mezzo i genitori l’hanno cercata, sperando fosse nascosta da qualche parte, confidando nel fatto che nella prima lista di vittime il suo nome non ci fosse.

La ragazza era andata al concerto assieme al fidanzato, Andrea Ravagnani, la sorella di questi, Chiara, entrambi trentini, e il fidanzato di quest’ultima, il veronese Stefano Peretti. Loro si sono messi in salvo; oltre allo shock non hanno riportato conseguenze.

“Non smettono di cercare Valeria ovunque, in tutti gli ospedali, ma non la trovano. È una ragazza sveglia e brillante” aveva detto ai giornalisti Marina Angeli, la madre di Andrea e Chiara. “Andrea, Chiara e Stefano – aggiunge – stanno bene, sono in casa adesso, ma sono sotto shock”.

Valeria, che stava svolgendo un dottorato in demografia all’Idem (l’istituto di Demografia dell’Università della Sorbona Parigi 1), si trovava con il fidanzato e i due amici all’ingresso del Bataclan nel momento del primo blitz dei terroristi. Non erano ancora nella sala, spiega un’amica veneziana della famiglia, che per prima ha dato la notizia della scomparsa di Valeria sui social media. Ma lì si sono staccati; nella calca gli altri tre hanno perso contatto con Valeria. Nessuno l’ha più vista.

Sulla vicenda è impegnata anche la Procura di Roma, che sta seguendo gli sviluppi della notte di terrore di Parigi per il coinvolgimento dei nostri connazionali. Solesin studiava in Francia da quattro anni ed è definita dagli amici come “uno dei cervelli in fuga dall’Italia”. Dopo aver conseguito la laurea a Trento, si era trasferita a Parigi per il dottorato in demografia. Nell’ateneo francese si occupava di temi legati alla famiglia e ai bambini, oltre alla comparazione sociologica tra sistema francese e italiano.