Nuovo libro. Vincent Van Gogh non si è suicidato ma è stato ucciso?

di Licinio Germini
Pubblicato il 17 Ottobre 2011 - 11:35 OLTRE 6 MESI FA

Vincent Van Gogh

NEW YORK, STATI UNITI – Per 121 anni si è creduto che Vincent Van Gogh si è ucciso con un colpo di pistola in un campo di grano ad Auvers-Sur-Oise, una trentina di km. dal centro di Parigi, ponendo così fine ad una vita solitaria e travagliata. Ma potrebbe non essere andata così, almeno a quanto sostiene un nuovo libro, secondo cui l’artista sarebbe stato ucciso con una rivolverata da uno o più ragazzi del luogo ed avrebbe deciso di nascondere il loro crimine prima di morire.

Questa possibilità è esplorata da Steven Naifex e Gregory White – vincitori del Premio Pulitzer per il loro libro ”Jackson Pollock: An American Saga” – nel loro nuovo libro intitolato ”Vincent Van Gogh: A Life”. Gli autori, intervistati dalla CBS, sostengono di aver trovato molte incongruenze nella storia del suicidio dell’artista.

Per esempio, dopo il presunto colpo di pistola nel campo di grano, Van Gogh riuscì a raggiungere con le mani premute sullo stomaco per fermare l’emorragia l’Auberge Ravoux Inn, dove viveva, distante su un percorso accidentato quasi due km dal campo. Inoltre, un uomo locale sostiene di aver udito il colpo di pistola provenire non dal campo di grano, ma dal cortile di una fattoria in città, sita a meno di 700 metri dall’albergo.

Gli autori del libro scrivono poi che i medici curanti di Van Gogh notarono che la pallottolla era stata sparata da un certa distanza dal corpo dell’artista, e con una angolazione strana per quello che avrebbe dovuto essere stato un tentativo di suicidio. Inoltre, un suicida cerca quasi sempre una morte immediata, mentre spararsi nello stomaco procura una lunga agonia. E quando gli inquirenti gli chiesero se avesse tentato di uccidersi, l’artista rispose ”credo di sì”, subito aggiungendo di non accusare nessun altro dell’accaduto.

C’è poi il resoconto su una rivista medica francese di un uomo, che era un ragazzo quando Van Gogh viveva a Auvers, secondo il quale lui e il fratello, che visitavano la città durante l’estate, lo schernivano in continuazione facendogli scherzi di ogni genere e rendendogli la vita tormentata. L’uomo ha dichiarato che la pistola con cui Van Gogh si sarebbe ucciso gli era stata prestata dal proprietario dell’albergo, ma che l’artista gliela aveva tolta. Secondo gli autori del libro è invece molto più probabile che siano stati i ragazzi ad uccidere accidentalmente Van Gogh mentre giocavano con la pistola, nascondendo poi l’accaduto. Questa versione dei fatti è circolata ad Auvers per decenni dopo la morte dell’artista.

Se la teoria revisionista della morte di Van Gogh è vera, perchè egli ha voluto celare la verità? La risposta degli autori del libro è che Van Gogh era addolorato per essere un peso finanziario per il fratello Theo, che lo manteneva, e che era una persona depressa e infelice. ”E’ quindi possibile che Van Gogh abbia pensato che i ragazzi gli avevano fatto un favore sparandogli”, suppongono Naifex e White.