Verginità, certificati per musulmane: Francia scopre l’immigrazione separatista

di Alessandro Camilli
Pubblicato il 17 Settembre 2020 10:14 | Ultimo aggiornamento: 17 Settembre 2020 10:14
Verginità, certificati per musulmane illibate: Francia scopre l'immigrazione separatista

Verginità, certificati per musulmane: Francia scopre l’immigrazione separatista (Foto d’archivio Ansa)

Verginità, certificati di verginità. Rilasciati previo esame ginecologico, richiesti (e pagati) e poi, una volta ottenuti, sbandierati dalle famiglie come attestato di qualità per le figliole.

Verginità, certificati di verginità richieste come conditio sine qua non dai futuribili mariti. Certificati di verginità rilasciati da medici francesi a coloro che li richiedono: soprattutto se non esclusivamente famiglie musulmane. La Francia, intesa come governo francese, ha detto basta.

VASTO PROGRAMMA…

Vasto programma…così i, generale De Gaulle commentò l’invito a disfarsi degli incompetenti e degli sciocchi. Programma vasto…è anche dire basta, dare uno stop al cosiddetto separatismo culturale, per dirla in maniera più cruda: l’immigrazione separatista. 

IMMIGRAZIONE SEPARATISTA

Quelli, non individui ma comunità organizzate, che non solo non vogliono integrarsi, anzi hanno in dispetto e sospetto usi e costumi e anche valori della società e del paese in cui pure vivono. E costruiscono quindi mondi separati dei cui valori, usi, costumi e bisogni chiedono soddisfazione e riconoscimento. Quali che essi siano e quale che sia il contrasto con lo stile di vita del paese in cui sono immigrati.

CERTIFICATO VERGINITA’, PER NOI DEGRADA DONNA, PER LORO NE FA IL VALORE

Certificato verginità, per la cultura occidentale il solo pensarci degrada la donna al rango di animale domestico. Al cavallo si guardano i denti per vedere se vale la pena comprarlo, del cane della mucca o della pecora in caso di scambio si esamina l’anatomia per fare il prezzo. Ecco, in usi e costumi di molte comunità a prevalenza islamica la donna è una entità domestica che ha senso e identità solo nell’ambito domestico. Inoltre è fonte di impurità, quindi va tenuta in perenne stato di quarantena sessuale. Per queste comunità il certificato di verginità è la garanzia che la famiglia non sta vendendo una donna usata.

INCONCILIABILE, INESTIRPABILE?

Quindi governo francese sta studiando, varando una legge per dire basta. Ma non pochi ginecologi e medici in Francia osservano che rendere illegittimi i certificati di verginità significa non abolirli ed estirparli come sarebbe auspicabile e giusto, ma renderli clandestini, consegnare il loro esistere, il loro mercato al traffico clandestino. 

Abbastanza tirata per i capelli appare questa analogia tra i certificati di verginità e l’interruzione di gravidanza. L’aborto, se non ammesso dalle leggi, finisce per essere aborto clandestino. Il certificato di verginità non è una pratica medica e neanche una forma di assistenza alle donne e neanche una forma di libera scelta. Il certificato di verginità è un cartellino appeso al collo della femmina per segnalare che è buona da farla figliare godendo del privilegio, concesso all’acquisto della merce, di essere il primo e il solo a consumarla.

EGUAGLIANZA E IDENTITA’, L’EQUIVOCO DEI DEMOCRATICI E PROGRESSISTI

Certificato di verginità per le femmine di casa è pratica inconciliabile con l’idea stessa dell’eguaglianza di ogni essere umano senza discriminazione di religione, sesso, etnia…Ma su questo concetto di eguaglianza, quello su cui era nata e cresciuta per un paio di secoli, la cultura democratica e progressista si è incartata fino a sgambettarsi.

L’eguaglianza, la rivendicazione e difesa, la battaglia per l’eguaglianza si è grottescamente e mostruosamente trasformata in bigottismo dell’identità. Ogni identità da difendere perché resti immota, immodificabile e pietrificata, qualunque identità. L’eguaglianza dei democratici e progressisti è diventata (soprattutto negli Usa) protezione ossessiva dell’identità, qualunque essa sia.

Quindi Accademia degli Oscar che fissa quote di attori, attrici, autori e maestranze obbligatorie. Quote di bianchi, neri, ispanici, asiatici, lgtb…

Quindi democratici social che invitano a bruciare l’ultimo libro dell’autrice del maghetto Potter perché l’assassino nel libro si veste da donna.

Dunque via le statue di Colombo e di Churchill, Churchill!

Quindi la voglia nazista di bruciare libri che ha contagiato e colonizzato l’idolatria delle identità praticata dalle varie sedicenti sinistre.

I SEPARATISMI AL CUORE DELLO STATO

Quindi i separatismi culturali, le vere e proprie secessioni praticate e rivendicate dall’immigrazione che considera blasfema l’integrazione. Separatismi e secessioni al cuore dello Stato. Verso le quali il rispetto acritico ed orizzontale verso ogni identità è stato, ora si scopre, complice. Vasto programma dire basta.