“Voglio essere una ballerina”, con la forza di volontà a 9 anni sconfigge il tumore

Pubblicato il 26 Marzo 2010 13:56 | Ultimo aggiornamento: 26 Marzo 2010 13:56

«Voglio diventare una ballerina». Questo il sogno di una bambina di 9 anni, questo il sogno che le ha dato la forza per combattere una malattia rara che le stava mangiando il cervello e superare un intervento durante il quale ne è stato asportato la metà. Cameron Mott è riuscita a stupire i medici e la famiglia con un miracoloso recupero dopo un operazione che aveva più rischi che speranze. E invece lei ce l’ha fatta.

Metà della massa celebrale è stata rimossa a causa dell’encefalite di Rasmussenn, che colpì Cameron quando aveva solo 3 anni. La malattia piano piano aveva cominciato a erodere il lato destro del cervello rallentando lo sviluppo cognitivo e provocando continue crisi di epilessia e convulsioni. L’unica strada era quella di eliminare metà del suo cervello, una soluzione rischiosa, ma l’unica che poteva forse far migliorare la qualità della sua vita.

«E’ stato spaventoso – ha detto la madre, Shelly Mott -. Nessuno poteva sapere quali effetti poteva avere un intervento così invasivo su nostra figlia. Non potevamo sapere se si fosse svegliata e se poi sarebbe stata la stessa Cameron». Adesso papà e mamma Mott sono felici di aver fatto la scelta giusta. Cameron ha recentemente finito la fisioterapia, ora può correre e giocare come tutti i bambini. Non che non ci siano effetti dell’intervento. La piccola zoppica e ha perso parte della visione periferica. I medici sapevano che la rimozione della parte destra del cervello – che controlla la parte sinistra del corpo – poteva anche portare alla paralisi, ma così non è stato. Il cervello dei bambini è infatti in grado rigenerarsi da solo e assumere nuove funzioni.

Cameron uscì dall’ospedale quattro settimane dopo il suo intervento. Ai giornalisti che le chiedevano come stava lei ha risposto con un sorriso, e alla domanda su quale fossero i suoi obiettivi Cameron non ha avuto dubbi: «Da grande voglio fare la ballerina». E se questo sogno le ha fatto superare l’inferno della malattia, questo sogno in qualche modo si realizzerà.