Wikileaks. Israele agli Usa: “Banche italiane e tedesche troppo morbide con l’Iran”

Pubblicato il 29 Novembre 2010 20:22 | Ultimo aggiornamento: 29 Novembre 2010 20:53

Le banche italiane e tedesche, nel 2008, erano troppo morbide nell’applicare sanzioni finanziarie all’Iran. E’ questa, secondo un telegramma inviato dall’ambasciata americana a Tel Aviv a Washington e ad altre sedi diplomatiche degli Usa, tra cui quella a Roma, una delle principali preoccupazioni che il direttore generale del ministero degli Esteri israeliano Yossi Gal esprime al sottosegretario americana Stuart Levey, responsabile per il terrorismo e l’intelligence finanziaria, durante un incontro avvenuto nel novembre 2008.

Gal, e Alon Bar, vice direttore generale per gli Affari Stretegici d’Israele, ”sono preoccupati del fatto che Italia e Germania stanno venendo meno all’impegno di far rispettare le sanzioni in Iran nei loro settori bancari”. Gal comunica a Levey che ‘e’ in progetto una visita in Italia in dicembre” dello stesso anno ma ”non è sicuro se il suo sforzo di persuadere i politici potrebbero tradursi in azioni” all’interno dei corridoi ”burocratici”.

Il sottosegretario americano Levey, nella sua visita in Israele, oltre a Gal e a Bar, incontra anche l’allora ministro degli Esteri israeliano Tzipi Livni e il direttore del Mossad, Meir Dagan. Argomento chiave dei colloqui e’ l’Iran. E in questo quadro si inseriscono le preoccupazioni di Tel Aviv sulla ‘morbidezza’ degli istituti di credito italiani e tedeschi nell’applicare sanzioni finanziari a Teheran. In Germania, per esempio, ”c’è una certa resistenza da parte della burocrazia e del settore privato che mette a repentaglio gli sforzi messi in campo dai politici per migliorare i regolamenti tedeschi”.

E Gal, al termine dell’incontro, ”incoraggia” Levey ”ad unirsi alle pressioni di Israele affinché i governi e i settori bancari italiani e tedeschi facciano di più”. Nel documento, gli americani sembrano condividere le preoccupazioni israeliane sulla questione iraniana e, in particolare, ”sulle attività illecite” di una banca di Teheran, la Central Bank of Iran. Levey, infatti, ”sottolinea l’importanza di un comune sforzo multilaterale e internazionale” sulla questione iraniana.