2 giugno, Mattarella all’Altare della Patria: “Crisi eccezionale, servono unità e coesione”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 2 Giugno 2020 9:33 | Ultimo aggiornamento: 2 Giugno 2020 12:02
2 giugno, Mattarella all’Altare della Patria: "Crisi eccezionale, servono unità e coesione"

2 giugno, Mattarella all’Altare della Patria: “Crisi eccezionale, servono unità e coesione”

ROMA – Sergio Mattarella è giunto all’Altare della Patria per deporre una corona di fiori in occasione della Festa della Repubblica.

Con indosso l’ormai inseparabile mascherina, il Capo dello Stato ha ascoltato l’esecuzione dell’Inno d’Italia, poi accompagnato dai presidenti delle Camere Elisabetta casellati e Roberto Fico, dal premier Giuseppe Conte e dalla presidente della Corte costituzionale Marta Cartabia, ha salito lo scalone dell’Altare della Patria ed ha deposto la corona di fiori al sacello del Milite ignoto.

Ad attenderlo ai lati del monumento, i vertici militari e una rappresentanza delle professioni sanitarie che hanno combattuto in prima persona l’epidemia di coronavirus. 

La cerimonia è durata circa 15 minuti e si è conclusa, come da tradizione, con il secondo passaggio delle Frecce Tricolori, salutate dall’applauso dei cittadini, radunati ad una certa distanza dall’Altare della Patria ma, nonostante l’emergenza Covid e il divieto di assembramenti, comunque numerosissimi anche se tutti in mascherina.

E, rigorosamente in mascherina, erano anche le massime autorita’ dello Stato che hanno partecipato alla cerimonia.

Mattarella e Conte, al termine delle celebrazioni, hanno lasciato in auto Piazza Venezia. Tra i presenti anche il ministro della Difesa Lorenzo Guerini che, al termine della cerimonia, si e’ recato per un saluto al comando dei Carabinieri di Piazza Venezia.

Mattarella: “Crisi eccezionale, servono unità e coesione”

Il 2 giugno sia una giornata per riflettere “sui valori fondativi repubblicani”. E’ quanto si auspica il presidente Mattarella in un messaggio ai prefetti italiani.

“Nell’anniversario della fondazione della Repubblica rivolgo a voi – e, per il vostro tramite, agli amministratori locali e a tutti coloro che ricoprono pubbliche funzioni – l’augurio più sincero affinché questa data sia occasione per una rinnovata riflessione sui valori fondativi repubblicani”, scrive il presidente della Repubblica.

“Le dimensioni e la gravità della crisi, l’impatto che essa ha avuto su ogni aspetto della vita quotidiana, il dolore che ha pervaso le comunità colpite, hanno richiesto a tutti uno sforzo straordinario, anche sul piano emotivo. L’eccezionalità della situazione ha determinato difficoltà mai sperimentate nella storia della Repubblica, ponendo a tutti i livelli di governo una continua domanda di unità, responsabilità e coesione”.

“Il senso di responsabilità e le doti di resilienza che hanno animato le comunità nei momenti più drammatici della crisi vanno ora trasposti in un impegno comune verso gli obiettivi del definitivo superamento dell’emergenza e di una solida e duratura ripresa. La crisi non è terminata e tanto le Istituzioni quanto i Cittadini dovranno ancora confrontarsi a lungo con le sue conseguenze”. (fonte ANSA, Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev)