Piazzale Loreto, il partigiano testimone: “Mussolini-Petacci appesi per sottrarli alla folla”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 24 Aprile 2015 13:51 | Ultimo aggiornamento: 24 Aprile 2015 14:08
25 aprile. "Piazzale Loreto, Mussolini-Petacci appesi per sottrarli alla folla"

25 aprile. “Piazzale Loreto, Mussolini-Petacci appesi per sottrarli alla folla”

ROMA – 25 aprile. “Piazzale Loreto, Mussolini-Petacci appesi per sottrarli alla folla”. Giovane partigiano chiamato a 15 anni nel servizio d’ordine a Piazzale Loreto, Libero Traversa quel 29 aprile c’era e può testimoniare cosa avvenne veramente. Non ne può più di quella domanda che da 70 anni oscura parzialmente il mito aurorale della rinascita di una nazione attraverso la Resistenza: perché lo scempio dei corpi di Mussolini e Claretta Petacci appesi per i piedi ed esposti al pubblico ludibrio? Intervistato da Antonio Armano per il Fatto Quotidiano, Traversa si scalda, deve bere un bicchier d’acqua, poi mette a fuoco il ricordo di quella fredda giornata d’aprile. Non si trattò di un macabro rituale di esposizione

Nei giorni della Liberazione avevo 15 anni, come la Bella Gigogin delle Cinque Giornate, e sorvegliavo con un moschetto lo stesso ingresso del tribunale da cui è entrato l’imprenditore fallito e omicida. Il 29 aprile si diffuse la voce che avevano fucilato Mussolini e portato a piazzale Loreto. Sono andato a fare il turno del pomeriggio nel servizio di sicurezza. Faceva freddo. Avevamo le divise cachi inglesi, con i calzoni corti. In tribunale per scaldarmi mi sono messo su un bellissimo pellicciotto preso a un combattente della X Mas.

A piazzale Loreto c’era più caldo. C’erano i cadaveri appesi. Li avevano appesi i vigili del fuoco di Milano, un corpo che ha lasciato molti morti nella Resistenza. Li hanno appesi non per esporli ma perché non si poteva lasciarli per terra. La gente li voleva calpestare. Facevamo cordone. Quando vado nelle scuole a parlare, a volte mi chiedono particolari. Mussolini aveva il sangue che colava dalla bocca? Chissenefrega! Mi incazzo quando sento queste cose. Le cose più importanti di piazzale Loreto sono altre! (Antonio Armano, Il Fatto Quotidiano)