3 giugno, niente limiti tra Regione e Regione. Al massimo ti prendono il nome

di Redazione Blitz
Pubblicato il 1 Giugno 2020 9:04 | Ultimo aggiornamento: 1 Giugno 2020 10:46
3 giugno, niente limiti tra Regione e Regione. Al massimo ti prendono il nome

3 giugno, spostamenti liberi tra Regioni (nella foto Ansa Torino)

ROMA – Il 3 giugno il ritorno agli spostamenti liberi tra Regioni (unito alla riapertura delle frontiere all’interno della Ue con alcune eccezioni come in Austria e Grecia) resta, il governo non fa passi indietro. 

Nonostante malumori e resistenze di più di un governatore che temono gli arrivi da Lombardia e Piemonte: la linea – andante con giudizio – resta quella. 

Non ci sarà un nuovo decreto, al massimo potranno essere tracciati gli spostamenti dei turisti in arrivo da altre Regioni con conservazione dei dati per due settimane (ma senza obblighi o procedure coatte di controllo).

E l’invito ad alberghi e strutture ricettive a proporre test sierologici.

Governo, Speranza: “Rischio ponderato”

“Un rischio c’è e sarebbe sbagliato non riconoscerlo, è chiaro che un rischio lo stiamo assumendo poiché il rischio zero ora non esiste ma ci arriveremo solo quando ci sarà il vaccino. Fino ad allora si tratta di assumersi dei rischi ponderati e di provare a gestire una fase diversa”.

Lo ha affermato il ministro della Salute Roberto Speranza a ‘1/2 ora in più’ a proposito della riapertura della mobilità infra regionale dal 3 giugno. Per “il rischio zero avremmo dovuto conservare un lockdown assoluto per mesi ma il Paese non avrebbe retto”.

Veneto, Zaia: “No limiti spostamenti, ci vuole un decreto”

“Sembra che dal 3 giugno, da mercoledì, non ci sia più il limite del confine regionale di spostamenti. Ma noi siamo in attesa di un provvedimento nazionale.

Questa cosa va a consolidarsi solo dopo l’adozione del provvedimento a livello nazionale, da come la vedo io, ci vorrà un Dpcm che interrompa il blocco”, ha detto il governatore del Veneto, Luca Zaia, rilevando che “a memoria, tutti gli atti decadrebbero dal 15 giugno, per anticipare bisognerebbe fare un provvedimento di revoca”.

Toscana, Rossi: “Aspetterei un’altra settimana”

“Aspettare anche una settimana, e arrivare anche in Lombardia a numero di contagi molto ridotto, darebbe sicurezza a tutta l’Italia e forse si potrebbe riaprire con maggiore tranquillità”, “sarebbe un ragionamento di semplice buon senso” dal momento che i dati sui contagi “non sono ancora assestati” e la Lombardia mantiene ancora un “impatto pesante”. Lo ha detto il governatore toscano Enrico Rossi a Sky Tg24.

Per Rossi anche tra i cittadini “c’è un sentimento diffuso di preoccupazione”. “Rischiamo un po’ – ha aggiunto – di lanciare un messaggio altalenante, in base alle emozioni”.

Quello “attuale è che tutto è finito: non è cosi, i fenomeni non sono assestati, anche in Toscana: l’altro giorno c’erano due casi di contagio, ieri 12”. Laddove ce ne sono centinaia “rimango un po’ sbalordito a vedere questa forte spinta a riprendere a far tutto come prima”, “sarei più cauto”. (fonte Ansa)