A Reggio Emilia una comunità per malati di gioco d'azzardo

Pubblicato il 19 ottobre 2011 13:48 | Ultimo aggiornamento: 19 ottobre 2011 13:50

BOLOGNA, 19 OTT – Aprira' a Reggio, in un agriturismo chiuso agli esterni, la prima comunita' terapeutica regionale per curare i malati di gioco d'azzardo. Si tratta di un progetto sperimentale finanziato dalla Regione che che partira' il 6 novembre. il programma prevede 21 giorni di cura ed e' stato ideato e gestito dalla Onlus ''Centro Sociale Papa Giovanni XXIII'' che da oltre 10 anni si occupa della dipendenza da gioco d'azzardo.

La sperimentazione prevede per l'accoglienza residenziale di 15 persone dipendenti da gioco d'azzardo con un trattamento che sara' completamente gratuito. Per tutelare la privacy delle persone accolte, la comunita' sara' ospitata in un agriturismo che sara' chiuso al pubblico e la cui ubicazione sara' mantenuta segreta ai non addetti ai lavori. Esperienze simili sono avviate in Toscana e in Piemonte. ''Dopo i 61,4 miliardi di euro spesi al gioco d'azzardo in Italia nel 2010'', spiega la Onlus reggiana, che illustrera' i dettagli della sperimentazione in una conferenza stampa domani mattina alle 11,30, ''si prevedono oltre 73 miliardi di euro spesi nel 2011. Dai dati dei Monopoli di Stato si prevede che nella sola Emilia Romagna vi sara' una spesa annuale di quasi 6 miliardi di euro (5.888 milioni), che divisi per la popolazione maggiorenne regionale significano una spesa procapite di quasi 1.590 euro. Ad un gioco d'azzardo in continuo aumento corrisponde un numero sempre crescente di persone che perdono il controllo del gioco e che ne diventano dipendenti. Paradossalmente lo Stato non riconosce ancora il diritto alla cura per coloro che cadono nella dipendenza, ma per fortuna ha deciso di farlo la Regione Emilia Romagna''.