“Lei non sa di chi sono figlio io”: il curriculum presuntuoso di A2A

di Elisa D'Alto
Pubblicato il 24 Maggio 2012 10:44 | Ultimo aggiornamento: 24 Maggio 2012 16:03

Fausto Di Mezza

MILANO – Lei non sa di chi sono figlio. E nipote. E “figlioccio” politico. Lei non sa che agganci ho. Le competenze le saranno forse più chiare una volto letto il mio percorso politico. Alla lunga tradizione del “curriculum all’italiana” si aggiunge ora un ultimo corollario tutto lombardo. Protagonista, uno dei curricula arrivati alla A2A, una enorme municipalizzata lombarda che muove miliardi di euro. Pubblici. Gli aspiranti dirigenti hanno presentato la loro lista di competenze, ed è tra questi che il Corriere della Sera (dopo una denuncia del Radicale Marco Cappato) ha scovato l’ultima variante del “Lei non sa chi sono io”.

L’articolo di Gian Antonio Stella parla di Fausto Di Mezza, bresciano quarantenne aspirante vicepresidente al consiglio di sorveglianza della A2A. L’azienda in questione è una grande multiservizi nata dalla fusione tra la Azienda Elettrica Municipale milanese e la bresciana ASM. E’ quotata in Borsa e ha un capitale sociale di 629 milioni di euro, un fatturato di 6 miliardi, un margine operativo lordo di 1.040 milioni e 9mila dipendenti. Questo per dare un assaggio delle proporzioni della A2A. L’azienda è una municipalizzata, ovvero in parte pubblica. E infatti la lista dei candidati al consiglio di sorveglianza è stata fatta dal Comune di Milano e da quello di Brescia, sindaci rispettivamente Giuliano Pisapia (centrosinistra) e Adriano Paroli (centrodestra).

Presidente dell’organo di controllo, su indicazione milanese, sarà Pippo Ranci Ortigosa. Professore universitario alla Cattolica, è stato presidente del’Autorità per l’energia e il gas nonché direttore della Florence School of Regulation presso l’Istituto universitario europeo. Ortigosa sarà uno dei manager di un’azienda leader nella produzione, vendita e distribuzione di energia elettrica, della gestione di rifiuti, normale che nel curriculum abbia competenze, incarichi accademici e pubblicazioni scientifiche.

Non così normale, a dire il vero, quando si sfoglia il curriculum del vicepresidente proposto dai bresciani. Fausto Di Mezza presenta un CV degno di essere riportato integralmente nel suo incipit: “Nato a Brescia il 12/11/1971, figlio dell’avvocato Amilcare Di Mezza, professionista e imprenditore bresciano, e di Gnutti Giuliana figlia di Cesarino Gnutti, capostipite della notissima famiglia di imprenditori della valle Trompia”. Di Mezza prosegue elencando le competenze che, secondo lui e secondo il Comune di Brescia, lo rendono ideale per i vertici della A2A. “Nel 1993 fonda con il padre il Club Progetto di Forza Italia”, nel 1994 è eletto con Forza Italia in Comune “terzo per numero di preferenze”, nel ’98 “si ricandida nelle liste di Forza Italia ed ottiene un notevole successo personale, triplicando le preferenze ottenute nel 1994 e risultando il secondo consigliere eletto per numero di preferenze di tutte le liste in competizione”. In sintesi, un politico locale. E con parenti di rilievo. Il Corriere sottolinea: “Non una pubblicazione scientifica. Non una citazione su una rivista straniera”. Ma se al Comune di Brescia basta e avanza, perché Fausto Di Mezza, figlio e nipote illustre, avrebbe dovuto fare del suo curriculum una questione di pudore?