Aborto, calo record: sotto 100mila l’anno per la prima volta

di redazione Blitz
Pubblicato il 2 Novembre 2015 20:23 | Ultimo aggiornamento: 2 Novembre 2015 20:24
Aborto, calo record: sotto 100mila l'anno per la prima volta

Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin

ROMA – Cala di oltre il 5% in un anno il numero degli aborti in Italia e, per la prima volta, il totale è inferiore ai 100.000. Numero più che dimezzate rispetto alle 234.801 interruzioni volontarie di gravidanza del 1982, anno in cui si è riscontrato il valore più alto. E’ quanto emerge dalla Relazione sull’attuazione della legge 194/1978 inviata dal Ministero della Salute a Parlamento, in cui vengono presentati i dati definitivi del 2013 e quelli preliminari per il 2014.

Un aborto su tre in Italia riguarda una donna straniera, precisamente il 34% delle interruzioni volontarie di gravidanza, con un tasso di abortività del 19 per 1000, pari a una tendenza tre volte maggiore di quelle italiane, in generale, e quattro volte per le più giovani. E’ quanto risulta dal rapporto del ministero della Salute sulla legge 194 inviata in Parlamento. Fra le minorenni il tasso di abortività è del 4,1 per 1000 (era 4.4 nel 2012), uno dei valori più bassi rispetto agli altri paesi occidentali. Resta costante, e la più bassa a livello internazionale, la percentuale di aborti ripetuti: il 26,8% delle IVG viene effettuata da donne con una precedente esperienza abortiva.

Nell’analizzare il fenomeno bisogna però tener conto degli aborti clandestini. Di recente, in parlamento, il ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha spiegato:

“Il fenomeno dei cosiddetti ‘aborti fai da te’ rientra in quello più generale degli aborti clandestini, la cui ultima stima risale al 2012. Nella relazione presentata al Parlamento nel mese di ottobre 2014, le stime sugli aborti clandestini effettuate dall’Istituto superiore di sanità e riferiti al 2012 indicano una stabilizzazione del fenomeno negli ultimi anni, almeno per quanto riguarda le donne italiane: 15mila erano gli aborti clandestini stimati per le italiane nel 2005, tra 12/15 mila casi nel 2012. Una notevole diminuzione, quindi, rispetto agli anni ’80-’90: i casi stimati erano 100mila nel 1983, 72mila nel 1990, 43.500 nel 1995″.