Abruzzo/ Scontro tra sindaci e Bertolaso: “Non può far tutto la Protezione Civile”

Pubblicato il 29 Luglio 2009 11:34 | Ultimo aggiornamento: 29 Luglio 2009 11:42

Ha generato un vespaio di polemiche l’intervento del capo della Protezione Civile Guido Bertolaso a margine dell’inaugurazione della strada per la funivia del Gran Sasso: «A settembre chiuderemo le tendopoli e riapriremo le scuole, ma non si può pretendere che faccia tutto la Protezione Civile. Anche le altre amministrazioni ed i cittadini si devono impegnare per affrontare i problemi e risolverli».

Il riferimento è al “caso-macerie” e alla scoperta che a 113 giorni dal sisma la maggior parte dei detriti sono ancora lì, nei 49 paesi colpiti dal sisma: l’accusa va in particolare ai comuni di Castelnuovo, Villa Sant’Angelo, Fossa, Sant’Eusanio e Tione degli Abruzzi, colpevoli di aver di aver lasciato a se stesse le “zone rosse”  e di aver sgombrato esclusivamente le vie d’accesso per la circolazione.

A un Bertolaso accusa i comuni di lentezza e dichiara che «le ordinanze sono state emanate nei tempi stabiliti ma tocca però ad altri applicarle, e ciò non sta avvenendo», replica secco il sindaco Pd dell’Aquila Cialente: «Ci sono arrivati soltanto 20 milioni di euro per far fronte alle domande di intervento, quando solo per le abitazioni classificate come “A” ne servono almeno 120».

E le polemiche si estendono anche a un caso di sospetta corruzione scoppiato nel capoluogo abruzzese, dove la giunta guidata da Massimo Cialente ha affidato lo smaltimento di un milione e 500mila metri cubi di rifiuti derivanti dai crolli ad una sola ditta e senza gara d’appalto. Incarico revocato in seguito all”intervento della Guardia di Finanza che ha acquisito gli atti della vicenda per approfondimenti.