Abu Omar, condannati 23 agenti Cia. Nuovo processo per Pollari e Mancini

Pubblicato il 19 settembre 2012 18:31 | Ultimo aggiornamento: 19 settembre 2012 19:23
Abu Omar

Abu Omar (Foto Lapresse)

ROMA  – Addio segreto di Stato: gli ex vertici del Sismi Niccolò Pollari e Marco Mancini dovranno essere riprocessati. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione riguardo alla vicenda del del rapimento dell’ex imam di Milano Abu Omar, per la quale erano stati dichiarati non processabili in nome del segreto di Stato.

Il nuovo processo d’appello si svolgerà anche a carico dei capicentro del Sismi, Giuseppe Ciorra, Raffaele Di Troia e Luciano Gregorio. Per loro, come per Mancini e Pollari, la Suprema Corte ha accolto il ricorso della Procura di Milano e quello dei legali di Abu Omar e della moglie.

La Cassazione ha anche confermato la condanna a due anni e otto mesi di reclusione per l’ex responsabile dell’Archivio del Sismi Pio Pompa e per il funzionario Luciano Seno. La Corte si è limitata cancellare, a loro favore, la pena accessoria, mentre rimane quella della condanna al carcere per la vicenda del rapimento dell’ex imam Abu Omar.

Confermate anche le condanne per i 23 uomini della Cia responsabili del rapimento dell’ex imam egiziano Abu Omar. La Suprema Corte ha reso definitiva la condanna a sette anni di carcere per tutti gli imputati americani e a nove anni per il capo area Robert Lady.

I 23 agenti della Cia sono latitanti e giudicati in contumacia. Nei confronti di Lady è attivo il provvedimento di sequestro di una sua abitazione, sul lago, in territorio italiano. Adesso, dopo questo verdetto, il ministero della Giustizia dovrà richiedere l’estradizione, in Italia, dei 23 agenti.

Abu Omar venne rapito da agenti della Cia il 17 febbraio 2003, ora vive in Egitto e non può espatriare.