Abusi, il record della vergogna va a Milano

di Emiliana Costa*
Pubblicato il 17 Novembre 2010 16:20 | Ultimo aggiornamento: 17 Novembre 2010 16:20

Milano sale sul podio più triste: è la città con più violenze sessuali denunciate d’Italia. Nel solo 2009 sono state 480, più di una al giorno. A dichiararlo gli esperti dell’Associazione ginecologi ospedalieri Aogoi, nel loro convegno in corso nel capoluogo lombardo. Un terzo delle donne avrebbe subito una qualche forma di sopraffazione nel corso della vita: “Una vera e propria emergenza, che riteniamo tra le massime priorità”, ha spiegato Valeria Dubini, vicepresidente Aogoi. Il 45 per cento degli stupri avviene su donne separate o divorziate. Nel 35 per cento dei casi si tratta di dirigenti o libere professioniste che abitano al centro-nord, prevalentemente in aree metropolitane.

Per arginare l’emergenza, sarà distribuito in ospedali e consultori un manuale firmato dai ginecologi Aogoi, nel quale si spiega ai medici come affrontare i casi di abuso. Un capitolo è dedicato alle conseguenze fisiche  e psichiche. “L’81 per cento delle protagoniste di atti di suicidio ha alle spalle episodi di questo tipo”. Diffusi anche la sindrome traumatica da stress, i disturbi dell’alimentazione e quelli del sonno. Nella maggior parte dei casi i responsabili sono i mariti.

Non è meno grave la situazione nella Capitale. Centotrenta donne nei primi nove mesi del 2010 hanno chiesto aiuto al servizio antiviolenza Sos Donna H24 del Comune di Roma.

Quella degli abusi è diventata nel nostro Paese una vera e propria emergenza sociale, che interessa il 60 per cento delle donne italiane. Donne che nel 41 per cento dei casi hanno un’età compresa tra i 36 e i 48 anni. Il due per cento è rappresentato invece da ragazze minorenni.

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“Ancora oggi – ha concluso Alessandra Graziottin, direttore della ginecologia al San Raffaele Resnati di Milano – solo l’8,4 per cento degli stupri viene denunciato. E chi lo fa ha in genere un livello socioculturale più alto, dato che spiega come siano queste le vittime più disponibili a parlare della violenza subita”.

*Scuola di giornalismo Luiss