Accattoni, finti storpi: rischio carcere ma usciranno subito

di Redazione Blitz
Pubblicato il 18 Settembre 2015 9:37 | Ultimo aggiornamento: 18 Settembre 2015 9:47
Accattoni, finti storpi: rischio carcere ma usciranno subito

Accattoni, finti storpi: rischio carcere ma usciranno subito

ROMA – L’esercizio invasivo dell’accattonaggio sarà punito con l’arresto da sei mesi a un anno. Coloro che esercitano l’accattonaggio “con modalità ripugnanti e vessatorie anche simulando deformità o malattie ovvero il ricorso a mezzi fraudolenti”, saranno puniti con l’ammenda da tre e seimila euro. Le misure per circoscrivere fenomeni lesivi del decoro di un quartiere, di una piazza, sono contenute nella bozza di un decreto di legge con cui il Governo intende mettere a disposizione dei sindaci strumenti efficaci di contrasto.

Da un punto di vista politico serve a garantire una migliore governance della sicurezza nei territori, da un punto di vista giuridico introduce, a proposito dell’accattonaggio, un nuovo articolo nel codice penale che, in un’aula di tribunale, sarà in controtendenza rispetto alle misure intese alla depenalizzazione dei reati (per esempio la tenuità del reato)  e allo svuotamento delle carceri.

Il decreto si articola in tre parti: sicurezza delle città, decoro urbano e manifestazioni pubbliche. Nella prima parte si prevede l’inasprimento delle pene per i reati predatori e un maggiore contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti, attraverso l’introduzione di una sorta di Daspo a coloro i quali sono già stati denunciati per reati analoghi: dovranno stare lontani da determinati luoghi, quali ad esempio le discoteche e i locali pubblici, scuole comprese.

Il decreto conferisce un maggiore potere d’ordinanza ai sindaci, ampliandone gli ambiti d’intervento come previsto dall’articolo 54 del testo unico sugli enti locali. L’obiettivo è quello di consentire ai primi cittadini di contrastare con più incisività comportamenti che pur non costituendo reato – bivacchi, commercio ambulante abusivo, accattonaggio – rendono più difficile per i cittadini l’utilizzo dei luoghi pubblici.