Accusato di abusi su figliastra. Medici lo scagionano ma il gip conferma arresto

di Redazione Blitz
Pubblicato il 22 settembre 2014 10:46 | Ultimo aggiornamento: 22 settembre 2014 10:46
Accusato di abusi su figliastra. Medici lo scagionano ma il gip conferma arresto

Accusato di abusi su figliastra. Medici lo scagionano ma il gip conferma arresto

AOSTA – Un romano di 33 anni, è stato arrestato mentre era in vacanza a Courmayeur per presunti abusi su una minore, una bimba di 10 anni, figlia della sua compagna con la quale convive a Roma dal 2008. Il referto dei medici ha escluso lesioni e soprusi ma per il gip resta confermato l’arresto perché ad accusarlo sarebbe stata la stessa bambina che si sarebbe confidata con la madre. La storia è raccontata da Alessia Marani sul quotidiano il Messaggero.

L’arresto è avvenuto mercoledì notte mentre i tre si trovavano in vacanza a Courmayeur. A palesare i primi sospetti è stata la sua compagna: la figlia le aveva raccontato che il patrigno si era sbottonato i pantaloni e si era avvicinato per accarezzarla. Un racconto “fantasioso”, secondo l’avvocato difensore. Ma sufficiente a fare insediare il dubbio: la donna, nell’incertezza, decide di recarsi in ospedale per far visitare la sua bambina.

Di notte, spaventata, per strada con la bambina, incrocia una pattuglia dei carabinieri, ai quali confida le sue preoccupazioni. Di nuovo, solo un sospetto, che è bastato a far partire una denuncia d’ufficio. E così, dopo aver scortato la donna e la ragazzina in ospedale, i militari si dirigono in albergo per arrestare l’uomo.

Intanto i medici escludono presunti abusi e lesioni e la donna si pente di aver dubitato dell’uomo che ama. Chiede di poter ritirare la denuncia ma ormai è troppo tardi. Per il gip di Aosta, Maurizio D’Abrusco, ci sono sufficienti elementi perché l’uomo resti in carcere in attesa del processo.

Scrive Il Messaggero:

Per il giudice, il referto ospedaliero non è stato sufficiente a fugare dubbi e sospetti: che la violenza non sia stata consumata non escluderebbe, infatti, che l’uomo abbia tentato di abusare della ragazzina. O che sia stato interrotto dall’intervento tempestivo della convivente che lo avrebbe sorpreso.