Acea, due dirigenti da 100mila euro “vendevano auto durante l’orario di lavoro”

Pubblicato il 3 agosto 2012 10:31 | Ultimo aggiornamento: 3 agosto 2012 10:31

ROMA – Lo stipendio glielo pagava la Acea ma loro, durante l’orario di lavoro, se ne andavano a vendere automobili da un’altra parte. Questa almeno l’accusa nei confronti di due dirigenti della Spa dell’energia, il capo della sicurezza e quello della sezione informatica.

I due, scrive il Corriere della Sera, dall’Acea incameravano uno stipendio attorno ai 100mila euro l’anno. Non abbastanza evidentemente visto che, secondo l’accusa, i due lasciavano la sede di Tor Cervara (periferia est di Roma) per andare a vendere automobili nell’azienda di proprietà della moglie di uno dei due. I funzionari sono stati pedinati e fotografati dalla polizia municipale. Quindi è scattata la denuncia: l’ipotesi di reato è di peculato, truffa e falso.

C’è di più: racconta sul Corriere Rinaldo Frignani che i due funzionari sarebbero stati assunti per chiamata diretta, la stessa procedura usata più volte all’Atac di Roma, procedura da cui è nato lo scandalo parentopoli. Sempre nel mirino di chi indaga, poi ci sarebbero una serie di rimborsi per “spese irregolari” richiesti dai due. Non basta: i flimati mostrerebbero che i due si facevano accompagnare al lavoro (nero), quello dell’autosalone, dalle guardie giurate addette alla vigilanza dell’Acea. Infine la laurea a “sospetto tarocco”: uno dei due funzionari, nel curriculum, vanta una laurea in “scienza dell’investigazione” conseguita in un’università Usa. Altro aspetto su cui chi indaga ha qualche dubbio.

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