Coppia dell’acido, per Alexander Boettcher condanna definitiva

di redazione Blitz
Pubblicato il 21 dicembre 2017 20:26 | Ultimo aggiornamento: 21 dicembre 2017 20:26
acido-Boettcher-condanna

Coppia dell’acido, per Alexander Boettcher condanna definitiva

ROMA – E’ arrivata la prima condanna definitiva per la coppia dell’acido. La Corte di Cassazione non ha concesso nessuno sconto di pena per Alexander Boettcher, che dovrà, quindi, scontare 14 anni per le lesioni gravissime a Pietro Barbini, lo studente sfigurato con l’acido, in quello che i giudici di Milano hanno definito una macabro “rito di purificazione” della sua amante Martina Levato, attuato togliendo l’identità fisica ai suoi ex.

La quinta sezione penale della Cassazione ha rigetto il suo ricorso, rendendo così definitiva la prima delle condanna per le aggressioni con l’acido. Così come sollecitato anche dal procuratore generale, che ha riconosciuto come “un dato oggettivo che Boettcher dopo l’aggressione con l’acido inseguì Barbini con un martello per portare a termine l’azione delittuosa e impedire che potesse riconoscerli” e ritenuto corretta l’individuazione del movente della ‘purificazione’, valutando giusta la condanna a 14 anni.

Sperava invece in uno sconto di pena la madre di Alex Boettcher, che ha assistito alla lettura della sentenza e  ascoltato il dibattimento. I nuovi legali di Boettcher, che ha cambiato avvocati durante il processo, hanno anche battuto su una sorta di principio riparatorio: “Non può non avere un peso il fatto che tutte le persone offese sono state risarcite con cifre importanti. Puntiamo sul fatto che la Corte ne tenga conto”, hanno detto l’avvocato Lamberto Rongo e il collega Ermanno Gorpia.

L’ex broker è stato arrestato nel dicembre 2014, e da allora è detenuto a Bollate. Lo scorso luglio è stato condannato in Appello ad altri 23 anni di reclusione per aver sfigurato con l’acido anche Stefano Savi e di aver tentato di sfregiare allo stesso modo anche il fotografo Andrea Carparelli, vero obiettivo dell’aggressione.

E’ diversa invece la situazione processuale di Martina Levato, che dovrà scontare in totale 20 anni di carcere, avendo i giudici applicato la continuazione tra le due condanne. Intanto, è attesa ancora la sentenza della Cassazione sull’affidamento del figlio della coppia. Nell’udienza il 30 novembre scorso, la procura generale si era pronunciata per l’affidamento del piccolo, nato quando Martina era già in carcere, ai nonni materni. Il bambino si trova attualmente presso una famiglia in pre-affido.

Privacy Preference Center

Necessari

installato da wordpress di default, non vengono utilizzati in alcun modo

wordpress

Advertising

Analytics

Utilizzati per stimare il traffico del sito

_ga,_gat,_gid,WT

Other