Acilia “casalese”: Mario Iovine, i fratelli Guarnera, Orial Kolaj e il clan dei “pugilatori”

di Gianluca Pace
Pubblicato il 30 Ottobre 2013 11:45 | Ultimo aggiornamento: 3 Febbraio 2015 13:05
Orial Kolaj

Orial Kolaj

ACILIA (ROMA) – “Nel territorio di Acilia – riassume la Finanza – si assisteva a una vera espansione mafiosa con la concreta imposizione agli esercizi commerciali dei propri videopoker”. La “banda”, il clan, secondo le accuse, è nato e cresciuto tra Acilia, Casal Bernocchi e Vitinia dove Mario Iovine arriva nel 2003 per un lungo periodo di soggiorno obbligato.

Sono le quattro di notte di ieri (29 ottobre) quando nei cieli di Casal Bernocchi, Acilia e Vitinia arrivano gli elicotteri della finanza. Tra gli altri arrestati di ieri ci sono Fabrizio Diotallevi, 38 annie Franco Crispoldi, 59. Poi anche  Mario, Domenico, Vitantonio e Salvatore Iovine.

IL RAPPORTO CON I CASALESI – Tra le strade di Acilia, il pugile Orial, spiegano gli inquirenti, lavora “per conto di Guarnera. I due fratelli, Sergio e Sandro Guarnera, 58 e 60 anni, entrambi di Acilia, dopo l’arresto di Mario Iovine nel 2008, si legge tra le carte, “diventano i punti di riferimento dell’organizzazione”.  “Un clan dei Casalesi in salsa romana” scrivono gli investigatori. I due fratelli – sintetizzano gli uomini del Gico, guidato a Roma dal colonnello Gerardo Mastrodomenico – avevano promosso e organizzato un autonomo gruppo associativo di matrice mafiosa. Mario Iovine prima, i fratelli Guarnera dopo, spiegano gli investigatori, sono il ponte, il contatto con il clan Iovine dei casalesi. Tra le carte si legge che “il potente clan dei Casalesi, facente capo a Michele Zagaria e Antonio Iovine, partendo dalla provincia di Caserta, fosse riuscito a garantirsi, con la forza dell’intimidazione mafiosa, la gestione monopolistica e violenta del settore”.

Il video della Guardia di Finanza

L’ALLEANZA CON I FASCIANI – Il clan, grazie a una “politica di mimetizzazione” avrebbe generato, spiegano gli inquirenti,  una vera e propria joint venture criminale “tra esponenti di vertice della criminalità organizzata campana e imprenditori mafiosi romani, a loro volta legati a esponenti della Banda della Magliana e ai noti gruppi criminali dei Fasciani di Ostia“. I fratelli Guarnera infatti sono attenti a non scavalcare i confini di Acilia, la divisione del territorio deve rimanere netta, a Ostia il traffico, si legge nelle carte, viene controllato dai Fasciani. I clan di Acilia, hanno notato gli investigatori, era stato estremamente attento a non sconfinare su Ostia, dove “a comandare” sono sempre loro, i Fasciani.