Cronaca Italia

Acqua libera, arrivano contatori anche ad abbeveratoi e trogoli in Val d’Aveto

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Acqua libera, arrivano contatori anche ad abbeveratoi e trogoli in Val d’Aveto

GENOVA – Addio acqua pubblica in Val d’Aveto, nell’area metropolitana di Genova. La società Iren infatti ha aggiunto i contatori anche ai trogoli, i grandi lavandini pubblici che fungevano da abbeveratoi e lavatoi pubblici in città. L’acqua che arriva direttamente dalle fonti, e che è considerata pubblica, sarà soggetta a nuove regole di pagamento.

Italo Vallebella sul Secolo XIX scrive che l’acqua pubblica, nel senso di gratuita, è destinata a scomparire. La Iren è pronta a mettere i contatori anche alle vecchie fonti e questo comporterà costi maggiori per i residenti, ma anche per le attività agricole e di allevamento nella valle:

“I contatori per trogoli e lavatoi stanno per arrivare anche qui (sinora i Comuni pagavano a forfait), e anzi in alcune aree sono già arrivati. E l’acqua che una volta era considerata pubblica, nel senso di libera, diventerà a pagamento a consumo e non più a tariffazione forfettaria. Chi pagherà? I rispettivi Comuni che, per difendersi da eventuali bollette “pazze”, avranno a disposizione tre opzioni: sostituire i rubinetti con sistemi a pulsante (in modo che non possano esserci sprechi di acqua), confidare nel buon senso delle persone oppure chiudere trogoli e fontanelle, perdendo un altro pezzo di cultura rurale. Ma al di là dell’aspetto romantico, la preoccupazione in val d’Aveto è alta, soprattutto in chi ha attività agricole o di allevamento. Tra alcuni mesi (i tempi non sono ancora chiari, ma è solo questione di tempo) anche nelle varie frazioni l’acqua sarà pagata in base ai consumi e non più in virtù di un forfait.

Precisazione doverosa: Iren è autorizzata dalla legge a mettere i contatori anche ai trogoli. C’è solo una via per evitare il contatore: essere allacciati ad un acquedotto consortile, come accade per esempio a Sopralacroce, nel Comune di Borzonasca. In tutti gli altri casi Iren è autorizzata a intervenire anche dove ci sono acquedotti che un tempo erano privati, ma che sono passati in seguito alla gestione comunale. E allacciati a questi acquedotti ci sono anche fontane, lavatoi e trogoli, simboli di un tempo che rischia di essere sempre più lontano e di una cultura che, complici le varie difficoltà, ha sempre meno custodi”.

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