Adelfia, paziente entra nell’ambulatorio della Guardia Medica brandendo coltello

di Redazione Blitz
Pubblicato il 25 giugno 2018 17:33 | Ultimo aggiornamento: 25 giugno 2018 18:21
Adelfia, aggressione con coltello alla guardia medica

Adelfia, paziente entra nell’ambulatorio della Guardia Medica brandendo coltello

BARI – Un paziente è entrato nell’ambulatorio della Guarda Medica di Adelfia, in provincia di Bari, brandendo un coltello e dando in escandescenze. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] L’uomo, che soffre di disturbi psichiatrici, si è inflitto delle ferite ma la dottoressa è riuscita a tranquillizzarlo dopo attimi di panico. A denunciare quanto accaduto il 24 giugno è la Fnomceo, Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri.

In una nota la Fnomceo spiega che il medico è riuscito ad attivare il pulsante collegato alla vigilanza, ma le autorità sono arrivate sul posto solo dopo 30 minuti dalla chiamata, quando ormai la crisi era risolta. La sede non ha vie di fuga ed era stata già segnalata come non sicura a dicembre 2017. Dopo il caso di Adelfia, sottolinea Filippo Anelli, Presidente della Fnomceo e dell’Ordine dei medici di Bari, “chiediamo alle autorità competenti di individuare eventuali responsabilità di questo ennesimo episodio di violenza”.

“L’episodio – ricorda la Federazione degli Ordini dei Medici chirurghi e degli odontoiatri – presenta inquietanti punti di contatto con quello che portò alla morte la psichiatra Paola Labriola: un medico di guardia da solo, una sede già denunciata come insicura, un paziente che riesce ad entrare in ambulatorio con un’arma da taglio. In questo caso, fortunatamente, non si è arrivati al dramma perché il paziente ha rivolto l’arma contro se stesso e perché la dottoressa è riuscita a tranquillizzarlo, limitando le ferite che si è autoinflitto”. Ma quanto accaduto ad Adelfia, aggiunge, “ribadisce che le sedi di continuità assistenziale della provincia di Bari sono insicure sia per i medici che per i cittadini. Questa volta la vittima è stato infatti un paziente. Il fatto che le lesioni siano state autoinflitte e che la dottoressa se la sia cavata con uno shock non rendono l’episodio meno grave”.

Di fronte al ripetersi di aggressioni e alla situazione di “totale abbandono” di alcuni presidi, l’Ordine dei medici aveva chiesto la chiusura delle sedi di guardia medica non a norma. “Chiediamo inoltre al Prefetto – aggiunge Anelli- di convocare il Comitato per l’ordine e la sicurezza per effettuare una verifica dei sistemi di sicurezza e dei modelli organizzativi della continuità assistenziale. Oggi per un puro caso fortuito quanto accaduto ad Adelfia non è sfociato in una tragedia. I medici della notte non possono sfidare la sorte ogni volta che vanno al lavoro”.